Il gruppo stretto vicino la panchina in un abbraccio collettivo per Graziano Fiorita durante il minuto di silenzio e una maglia di protesta che purtroppo resterĆ nella storia del calcio italiano sono le immagini fortissime di una giornata struggente in cui il calcio giocato, in attesa del saluto a una colonna della storia recente del Lecce, sarebbe dovuto finire in secondo piano. C’ĆØ stato anche il calcio giocato e la gara ci dice che i giallorossi hanno giocato un’enorme partita difensiva. In vantaggio con il rigore di Karlsson, i giallorossi avrebbero potuto raddoppiare anche se, dopo l’1-1 di Retegui dal dischetto, l’ex Genoa ha fallito l’immediato 1-2. Decisivo anche Falcone al termine del primo tempo.
La prima occasione ĆØ il colpo di testa di Pasalic parato da Falcone al 6′. I padroni di casa palleggiano e premono il Lecce nella propria area. Retegui non colpisce in modo pulito al 12′. L’azzurro alza di testa tre minuti dopo, mentre dalla Curva Pisani, settore più caldo del Gewiss Stadium, piovono fumogeni mentre si ripetono cori contro le istituzioni calcistiche dopo 15′ di sciopero del tifo. Il Lecce cresce nonostante la pressione atalantina. Al 24′ Carnesecchi mura Coulibaly su contrasto vinto da Rebic. Il croato preoccupa ancora il portiere, costretto all’uscita bassa quasi al limite dell’area, ma prima del recupero posizione con parata c’ĆØ un tocco di mani di Hien su colpo di testa di Baschirotto. Dal Var si ordina l’on field review per La Penna, che decreta la massima punizione. Karlsson tira basso e centrale e il Lecce ĆØ sullo 0-1 al 29′. L’Atalanta riprende il canovaccio dei primi minuti e fa arretrare il baricentro del Lecce con giropalla asfissiante. Falcone vola al 34′ su Pasalic. Retegui manca lo specchio in acrobazia e al termine del primo tempo Falcone ĆØ decisivo di piede su Lookman e su Zappacosta con l’aiuto di Gaspar.
Falcone anticipa Lookman a terra su invito di Ederson in apertura di secondo tempo. Il Lecce va in apnea sulle iniziative neroazzurre ma al 57′ si divora il 2-0. Coulibaly, in un due contro uno, preferisce servire Pierotti al tiro e l’argentino manda sull’esterno della rete. L’Atalanta attacca in un baleno: Retegui di sinistro alla cieca fuori su imbucata di de Roon al 59′ ed Ederson a giro sul fondo al 60′. Il Lecce si affida alle ripartenze verticali: Karlsson, generoso anche nei recuperi, calcia alta una punizione guadagnata da Rebic e Ruggeri spazza in area anticipando l’ex Milan. Al 69′, Karlsson atterra Cuadrado e, dal dischetto, Retegui segna anch’egli di piatto centrale. Il capocannoniere della Serie A coglie la base del palo su cross di Zappacosta neanche tre minuti dopo.
L’Atalanta cerca il sorpasso nell’ultimo quarto d’ora. Hien di testa, con una deviazione, non ha la mira giusta all’81’. Gli esterni del Lecce contengono come possono le folate da fascia a fascia degli uomini di Gasperini. Al minuto 87, Zappacosta scarica il destro sui cartelloni pubblicitari. Giampaolo cerca di dare forza ai suoi uomini con Ramadani, entrato insieme a Burnete, e Danilo Veiga in campo per tamponare. Gli orobici chiudono con altre manovre avvolgenti ma non ci sono altre palle-gol. Il Lecce lascia Bergamo con un punto e gli applausi del pubblico di fede Atalanta ma le vere notizie della domenica sono state altre.
Il tabellino
Atalanta-Lecce 1-1
Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Kossounou (14’st Ruggeri), Hien, Djimsiti; Bellanova (1’st Cuadrado), de Roon, Ćderson (35’st SamardžiÄ), Zappacosta; Pasalic (19’st De Ketelaere); Retegui (35’st Maldini), Lookman. A disposizione: Rui PatrĆcio, Rossi, Toloi, Sulemana, Brescianini, Maldini. Allenatore: Gian Piero Gasperini
Lecce (4-3-3): Falcone; Guilbert, Gaspar, Baschirotto, Gallo; Coulibaly, Pierret (40’st Ramadani), Kaba; Pierotti (31’st Danilo Veiga), Rebic (40’st Burnete), Karlsson (35’st Helgason). A disposizione: Fruchtl, Samooja, Rafia, N’Dri, Banda, Tiago Gabriel, Sala. Allenatore: Marco Giampaolo
Marcatori 29’pt rig.Karlsson (L), 25’st rig.Retegui (A)
Ammoniti 4’st Gallo (L), 32’st Zappacosta (A)
Arbitro Federico La Penna di Roma 1 Assistenti: Marcello Rossi di Biella e Dario Cecconi di Empoli IVĀ Uomo: Mario Perri di Roma 1 VARĀ Daniele Chiffi di Padova AVARĀ Gianluca Aureliano









Diamo un’immensa importanza alla societĆ ĆØ ai ragazzi che hanno dimostrato valori umani di vita. Non diamo importanza alla nullitĆ umana della lega, Dio sa lui come giudicarli.
Si sarebbe potuto rinviare all’ultima giornata del campionato non avrebbe fatto la differenza, avrebbero incominciato da Lecce Napoli nel rispetto delle necessitĆ del caso. Caro signor presidente della lega. Avrebbe fatto una grande insegnamento e bella figura nei confronti di tutti, la famiglia di Graziano per prima.
Questa era una partita persa, sulla carta, al 100%: fuori casa, col morale sottoterra per la morte di Fiorita e per i risultati scarsissimi delle precedenti partite, le proteste dei tifosi, l’avversario proibitivo. Aver portato a casa un punto ĆØ tanta roba, anche in vista dei prossimi scontri. Ringraziamo il Cielo per com’ĆØ andata, e speriamo che l’anno prossimo non si stia a far compagnia al Bari. Un APPLAUSO GRANDE ai tifosi bergamaschi, per la loro umanitĆ , e alla nostra piccola Lecce, che si ĆØ battuta per come possibile di fronte ad una Atalanta che (per nostra fortuna) non era in gran forma.
Con tre o quattro punti, tra Verona e Torino, ci si salva.
Voglio ringraziare i tifosi Atalantini per la solidarietĆ dimostratasi nei nostri confronti e soprattutto per la vicinanza alla famiglia Fiorita Graziano R. I. P.
Non ĆØ da tutti pareggiare a Bergamo, bravi ! ššš
Graziano ā¤š
Lega vergognosa!
Nonostante il risultato finale di 1-1 tra Atalanta e Lecce, oggi il vero valore non si misura solo nel punteggio. Il Lecce ha giocato con il cuore, lottando su ogni pallone e dimostrando tutto il proprio valore in un momento di grande dolore per la scomparsa di Graziano Fiorita. Graziano non era solo un fisioterapista: era parte della grande famiglia dell’U.S. Lecce, un uomo che ha dedicato la sua vita alla squadra, ai suoi giocatori, alla sua cittĆ . Sempre al fianco della squadra, anche oggi, da lassù, ha sicuramente tifato per loro come ha fatto per tutta la vita.
In un momento cosƬ delicato, l’unico comportamento disumano ĆØ stato quello della Lega Serie A, incapace di mostrare rispetto verso chi ha dato tutto per la sua maglia e per il calcio vero. Ć stato giusto che i tifosi e la squadra del Lecce abbiano protestato: onore a chi ha saputo difendere la memoria di un uomo straordinario come Graziano, e a una squadra che ha dimostrato di avere un’anima grande.
Ciao Graziano ššā¤ļø