Comunque andrà, questa stagione è già storica per Wladimiro Falcone. Il portiere, che ha legato il suo nome al Lecce con tre anni di ineguagliabile continuità, ha superato le 120 presenze totali in giallorosso. In un’era in cui i calciatori sono “gitani”, Falcone ha trovato a Lecce la sua casa, stabilendo un legame profondo con la città e la sua gente.
La società, riconoscendone il valore e l’impegno, gli ha affidato la fascia da capitano. Un traguardo significativo per un giocatore che solo l’estate scorsa sembrava destinato a partire, con il Torino di Baroni a un passo dall’acquisizione. Il destino, o il mercato, ha voluto che rimanesse e lui, da professionista esemplare, ha accolto la decisione con rinnovato entusiasmo.
Arrivato dalla Sampdoria dopo l’esperienza a Cosenza come miglior portiere della Serie B, Falcone ha dimostrato il suo valore, difendendo la porta del Lecce con prestazioni spesso decisive. Ha concluso l’ultimo campionato con un record personale di 9 clean sheet, in costante crescita rispetto alle stagioni precedenti. L’augurio per questo nuovo anno è che possa superare la doppia cifra, consolidando ulteriormente la sua posizione tra i grandi della storia giallorossa.
Con una media invidiabile di parate e un rigore procurato in un’azione in attacco, Falcone si è guadagnato l’affetto della tifoseria e la stima della società, al punto che Corvino lo ha definito orgogliosamente “il tredicesimo nazionale” del Lecce. Un riconoscimento che sottolinea non solo le sue capacità, ma anche la sua inestimabile importanza per la squadra.
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