BILANCIO CARRIERA. “In dodici anni di vivaio mi sono tolto grandissime soddisfazioni, non solo in termini di piazzamenti, ma anche e soprattutto dal punto di vista dei calciatori che ho avuto modo di allenare. Nonostante abbia allenato tantissimi giocatori che attualmente calcano palcoscenici importanti, se dovessi sceglierne proprio uno direi Ellertsson. Ricordo che più di qualcuno aveva dei dubbi su di lui, personalmente credevo avesse tutte le caratteristiche giuste per il calcio di oggi. Vederlo adesso a questi livelli mi inorgoglisce. Sempre alla SPAL ho avuto anche Savona, Seck, Moro, Peda. A Roma tanti che ora sono in prima squadra. Penso a Pisilli, Cherubini, Pagano, Ciuferri, Joao Costa, Leonardo e Francesco D’Alessio, Falasca. A Torino Gineitis, Dembele, Njie, Dellavalle…”.
CAMBIAMENTI CALCIO GIOVANILE. “Decisamente, è cambiato molto. Sul piano tecnico in Primavera, ad esempio, ormai si ragiona come se fossero prime squadre, quindi cambia anche l’impegno degli staff. Bisogna rimanere costantemente aggiornati, le cose cambiano di continuo, c’è molto più studio, anche sulla partita secca. Negli ultimi anni ho trovato squadre che vanno a uomo in fase difensiva, un aspetto che dodici anni fa si vedeva poco, tutti difendevano a zona. Di conseguenza è cambiata anche la fase di possesso, ora tra gli obiettivi principali c’è proprio quello di provare a contrastare questa difesa a uomo, si gioca meno sulle posizioni, c’è grande mobilità, si cambiano sistemi in continuazione”.
CRESCITA NUMERO STRANIERI. “Credo principalmente per due fattori. Il primo economico. In Italia, sentendo gli addetti ai lavori, i costi dei calciatori sono più alti. Il secondo fattore riguarda, a mio avviso, l’introduzione delle retrocessioni nel campionato Primavera 1. Questo ha portato tutte le società ad alzare il livello delle proprie squadre Primavera andando a pescare molto all’estero dove, riprendendo il discorso di prima, i costi in tanti paesi sono più accessibili”.
FUTURO IN PANCHINA. “Intanto voglio fermarmi un po’, non bisogna mai dimenticare che dietro tutto, anche dietro agli allenatori, ci sono sempre persone. Negli ultimi cinque anni ho cambiato quattro città con mia moglie e le bambine, non è semplice neanche per loro. Quindi per ora credo sia corretto allentare la presa. Diciamo che proprio fermo fermo non sto, ho finalmente dato vita a un progetto che coltivavo da tempo, una scuola calcio mia. Sono entrato in società con Cristian Ciaramella, un amico di vecchia data e ora gestiamo l’Alcamo Academy. Cercheremo di far crescere i giovani del territorio siciliano dando il nostro contributo per alzare il livello. Poi per il futuro mi auguro possa venir fuori una bella opportunità per allenare. Dopo tanti anni di Primavera mi piacerebbe misurarmi con una prima squadra”.









E’ tutto un giro di procure e interessi personali economici. Il Salento (Le/Br/ Ta) è stato sempre fucina di talenti……….
L’è società sono la vergogna dei nostri ragazzi italiani che vengono messi da parte, per ragazzi mediocri per fare più soldi.