Alessandro Bonan ha parlato degli equilibri della Serie A, con ogni partita che sembra sempre più incerta, pronunciandosi anche sulla nazionale alle prese a marzo con gli spareggi per conquistare un posto al prossimo mondiale.
Campionato e VAR
Per Bonan la Serie A è più incerta rispetto al passato: “Secondo me dipende da due fattori. Il primo è che ci sono squadre di medio-bassa classifica che, in determinate partite, riescono a mettere in difficoltà le big. Questo inevitabilmente accorcia la classifica, perché se le grandi rischiano ad ogni giornata di campionato contro qualsiasi squadra, finiscono per perdere punti qua e là”.
Il Var, che mette tutti d’accordo sugli errori compiuti, è poi un’altra variabile. “Il secondo fattore riguarda il regolamento attuale – continua Bonan-, che anche con la complicità del VAR rende le partite molto più condizionate dagli episodi. Falli di mano millimetrici, contatti dubbi in area, interventi che non si capisce bene quando siano davvero fallosi. Tutto questo rende il risultato sempre un po’ sospeso”.
Il conduttore de Calciomercato L’Originale fa un esempio concreto: “Per esempio, Inter-Udinese: i nerazzurri hanno perso una partita in casa per un rigore del tutto casuale concesso ai friulani. Ma che per il regolamento di oggi può essere concesso. Se perdi punti in questo modo, si accorcia la tua classifica e, di conseguenza, anche quella degli altri. E ci si ritrova tutti in pochi punti”.
L’Italia
L’attenzione dell’Italia calcistica sarà a marzo tutta sui playoff in cui la Nazionale dovrà conquistarsi un pass per il prossimo mondiale. Gli azzurri ospiteranno l’Irlanda del Nord in semifinale e in caso di vittoria affronteranno in trasferta la vincente tra Galles e Bosnia. Bonan dice la sua: “Credo che l’Italia sia superiore a tutte e tre le possibili avversarie. Deve affrontare le gare con coraggio: deve avere rispetto per tutti, ma paura di nessuno. Soprattutto non deve avere paura di sé stessa. Contro la Norvegia, per esempio, appena loro hanno accelerato e segnato, siamo andati in confusione”








