In tanti, nel giudicare la stagione giallorossa di Francesco Camarda, criticarono la sua scelta di andare al Lecce per fare esperienza. In realtà a non andare troppo bene furono le prestazioni su scala annuale del giovane talento, certo influenzate dall’infortunio alla spalla che ne ha compromesso l’utilizzo nel 2026. Oltre all’obiettivo salvezza che ha regalato al giovane il primo successo in una prima squadra in carriera dopo le delusioni rossonere tra Serie A e C, ad essere stato invece positivo è stato il suo utilizzo in relazione alle partite in cui è stato disponibile, certamente molto superiore rispetto a quello attuale di ritorno al Milan.
Avvio col contagocce
Solo in due occasioni su ventisei infatti Camarda è stato tenuto in panchina da Di Francesco nonostante fosse disponibile, ovvero con il Torino all’andata e all’ultima, la festa salvezza con il Genoa. Poi sempre in campo, quattro volte su ventitré negli scampoli finali e al contrario nove da titolare. Emblematico il paragone tra gli inizi di stagione: quest’anno appena otto minuti tra campionato e coppe, l’anno scorso erano già oltre trecento con le titolarità contro Genoa e Milan tra campionato e Coppa Italia, un assist contro la Juve Stabia in Coppa e un gol, decisivo per il pareggio, contro il Bologna. Tutt’altra fiducia, almeno in questa parte di stagione, che ora il milanese, nel frattempo impegnato con l’Under 21, proverà a trovare anche in maglia Milan.








