Dispiace farlo all’indomani di un tour de force dal quale il Lecce esce (se si vuole considerare più alla portata le gare con Lazio e Torino) a testa alta, visto che tra Como, Juve, Roma, Parma, Inter e Milan i giallorossi avrebbero meritato più del misero solo punto conquistato. Ma ci sono momenti in cui certi discorsi, già affrontati (da noi e non solo) e arcinoti, non possono essere più rinviati per non rischiare di gettare al vento una stagione in cui, nonostante difficoltà fisiologiche e alcune evitabili, i giallorossi ci sono e se la giocano. E questi momenti gridano, perché non parlano e basta, di cifre offensive che fanno rabbrividire.
I numeri
Dal suo ritorno in Serie A il Lecce non ha mai brillato per prolificità, mostrando comunque nel complesso numeri sufficienti ad ottenere il risultato finale, spesso complice una tenuta difensiva (tra Baroni, Gotti e Giampaolo) che ha saputo fare la differenza alla lunga. Si sperava che l’anno scorso fosse stato quello del fondo sotto il profilo dell’astinenza, ma invece la partenza di Krstovic ha peggiorato la situazione. Ed oggi si parla del clamoroso score di soli 13 gol messi a segno in 21 partite: una media che spaventa in ottica futura e deve far riflettere seriamente sul presente.
Valutazione errata
Partendo proprio dalla scorsa stagione, tanto trionfale nell’esito finale quanto (o qualcosa di meno, dai) sofferta soprattutto per le difficoltà di creazione del gioco dei giallorossi, è stato evidentemente sottovalutato quanto la fase offensiva del Lecce (e non solo in termini di gol) fosse Krstovic-dipendente. E’ parso evidente che fossero più i vari Pierotti, Morente e compagnia a beneficiare dei movimenti e delle idee del montenegrino che non il contrario, e questo è aspetto che non può più essere smentito. Senza la capacità di fare reparto da solo del neo atalantino i suoi ex compagni sono apparsi spuntati laddove non proprio inermi, e questa non è una colpa che può essere addossata a singoli come Stulic né all’allenatore stesso. Di certo tutti possono fare di più, inclusi interpreti in campo ed allenatori, ma il Lecce avrebbe anche bisogno di elementi con nelle corde qualche giocata, qualche movimento, anche solo qualche attitudine diversi.
Tra mercato e cambiamenti
Un attaccante centrale arriverà dal mercato, lo rende obbligatorio l’infortunio di Camarda. Questa rosa avrebbe bisogno di almeno un altro innesto offensivo, un elemento magari esterno e meno abile in non possesso ma più micidiale, per tiro e zampata, nei pressi dall’area avversaria. Un secondo aspetto, questo, che ci teniamo nel condizionale perché non abbiamo elementi per dire che questo non possa essere Gandelman, che vedremo come si ambienterà una volta rientrato Berisha. In ogni caso anche lo stesso DiFra deve pensare a qualcosa di diverso, perché in questo mese si è visto quanto, con questi elementi, anche una squadra tutto sommato solida possa trascorrere un mese o più senza sorrisi. Tanto vale avere pronti anche dei piani B. Il suo Maestro ne sarebbe orgoglioso.









Dopo il disastro miracolato dell’anno scorso si sarebbe dovuto prendere atto della situazione impacchettando un gruppo di 7-8 calciatori non utili alla causa cercando di sostituirli con gente nuova. Si è fatto finta di nulla dicendo che andavano bene (detto e ribadito recentemente). Ed eccoci qua ad annaspare con il solito mercato. Servivano 3 giocatori ben precisi: una punta vera, un esterno offensivo vero e un centrocampista con i piedi.
Lo avevano capito tutti tranne Corvino e Sticchi Damiani.
Ma va bene così.
Bilancio in ordine, plusvalenze, ingaggi Bassi, acquisti alla speraindio.
Poi ci metti pure il modulo do gioco imposto.
C’è poco da riflettere. Bisogna agire. E subito
Fino a quando ci sarà Corvino ad obbligare tutti gli allenatori ad usare il 433, sarà sempre la stessa storia.. Poi mi meraviglio ancora di quelle persone che lo esaltano su 4/5 acquisti indovinati, su 20 sbagliati.. per non parlare dell’ultima sessione estiva di calciomercato, stendiamo un velo pietosissimo.
Il sig. Pantaleo Corvino per una volta in vita sua sia umile e chieda scusa a tutti. Per davvero!
Non è stato capace di portare un attaccante valido.
Perché un 17enne in prestito al massimo va bene per la primavera e un giovane sconosciuto dal campionato belga, pari alla nostra serie B, non basta.
Bisogna spendere, il Lecce è al terzo posto per gli utili in serie A.
Sarebbe un delitto imperdonabile retrocedere solo a causa della testardaggine di fare un campionato senza attaccanti.
Sino al 2 febbraio c’è tempo per far arrivare un attaccante forte con esperienza.
Niente scuse, basta chiacchiere!
Notizie di Marchwinski?
Il cocciuto non si ‘schiova’
Purtroppo , questa crisi va,avanti ,gia da molto tempo anche ,l’anno scorso cera carenza di goal e la difesa piu perforata,quindi,e colpa del presidente e di corvino che non sanno comprare i giocatori giusti ,e no prendere i soliti bidoni morti viventi
una società ‘normale, dato lo stop di camarda, avrebbe convocato esteban… tanto che cambia tra i due… mha…
Alla salvezza credete? 🤣🤣