Il gruppo conta più dei titolari, sognare è lecito anche se domani l’avversario si chiama Juventus e un approccio con l’umiltà fatta vedere negli allenamenti settimanali ma con coraggio e sana incoscienza. Il Lecce torna al Via del Mare e lo farà davanti al pubblico delle grandi occasioni. Lo stadio è sold-out e Di Francesco crede a una prestazione per infiammare l’ambiente e, chissà, muovere anche la classifica.
“Appena vedo un calo sei out”
L’allenatore ha sottolineato il miglioramento della sua squadra in un percorso che è cominciato l’anno scorso. Il gruppo conta più dei titolari, per DiFra, non è una frase fatta. Soprattutto in una partita dove il Lecce dovrà dare fondo alle sue risorse, a centrocampo e in attacco. Senza Coulibaly e Ilic, il terzetto iniziale sarà molto probabilmente composto da Maleh, Ngom e Kaba, definito dal mister “l’alter ego di Coulibaly”.
In un momento così è fondamentale l’apporto di chi, per gerarchie e andamento della stagione, ha sinora giocato meno. Di Francesco lo ha fatto notare in conferenza stampa, denotando quanto è importante per un trainer saper gestire e tenere sul pezzo i giocatori che giocano meno. E’ questa una chiave di cambiamento rispetto allo scorso anno, in cui soprattutto nella seconda parte di campionato le gerarchie apparivano ben definite.
Esterni
L’altra tegola caduta sul Lecce è la frattura al malleolo della caviglia destra di Pierotti. Senza l’argentino, i giallorossi perdono un esterno che dà caratteristiche diverse al 4-3-3, diverso da quello “puro” tanto desiderato da Di Francesco con due ali d’attacco e profondità e scelto per la partenza sul campo dell’Udinese con Fatah e N’Dri. Nell’immediato toccherà al nazionale del Niger, quest’anno maturato e chiamato molto più spesso in causa rispetto agli spezzoni dello scorso anno.
Nell’economia del campionato, vista anche la lunga assenza di Pierotti (almeno un mese e mezzo), il lavoro di Di Francesco verterà sulle alternative. Fatah ha giocato da esterno destro al Dundee United. E gli altri? Gandelman sarebbe adattato da esterno e opererebbe più in contenimento, mentre l’adattamento in futuro potrebbe toccare a uno tra Esteban e Geubbels.
Juventus
In un colloquio con tanta concentrazione per ciò che è e dovrà fare il Lecce, c’è da fare i conti con l’avversario. La Juventus, pur con rotazioni ridotte dalle numerose assenze (Nico Gonzalez e Celik gli ultimi più Pape Sarr in dubbio), ha i campioni per ribaltare la partita. Spalletti punterà sull’attacco per giocare molti palloni in area e la coabitazione tra Kolo Muani, bomber da trasferta da juventino, e Woltemade, un “nove e mezzo” di quasi due metri bravo a legare il gioco, potrebbe essere finalizzata a questo.
Per schiudere il Lecce, poi, la camaleontica Juventus potrà pescare dalle intuizioni di Alajbegovic e Zhegrova, più fresco vista l’esclusione dalla lista UEFA.








