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ESCLUSIVA – Jeda: “Lecce, che emozione rivederti in A. Su stasera…”

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I nostri inviati diretti a San Siro hanno incontrato l’ex attaccante brasiliano, felice di parlare della sua ex squadra al debutto stagionale nel massimo campionato.

Jedaias Capucho Neves, a Lecce nelle stagioni 2010/2011 e 2012/13, ha parlato ai nostri microfoni a poche ore da Inter-Lecce. Oltre agli ovvi ricordi dei suoi trascorsi in giallorosso, ci si è focalizzati sul ruolo che la banda Liverani potrà avere in questo campionato. In più, il 40enne ha dato dei consigli sugli interventi da adottare nelle ultime battute di calciomercato.

Hai lasciato il Lecce in C. Che effetto ti fa rivederlo in Serie A?

“Il Lecce è tornato a stare dove gli compete. Questa è la dimensione giusta. Negli ultimi due anni c’è stata una grande crescita e sono stati finalmente raccolti i frutti di tanto lavoro. Vedere poi così tanti tifosi al seguito riempie il cuore”.

La salvezza sembra una missione difficile. Cosa dovrà fare il Lecce per raggiungere il risultato? 

“Bisogna cominciare bene. Dopo cinque giornate già si capiscono un po’ i vari trend del campionato. Si deve restare raggruppati al treno salvezza, che secondo me quest’anno abbastanza ampio. Ieri ho visto diverse squadre in difficoltà, tra cui Sampdoria e Spal. Anche lo stesso Brescia, che ha fatto una gran partita vincendo a Cagliari trascinato dal grande entusiasmo, fa parte del gruppo”.

La prima partita non è decisamente delle più agevoli…

“Questa sera il Lecce deve giocare senza pensare a nulla. L’avversario è naturalmente uno dei più forti, ma oggi è solo l’inizio. Nervi sciolti e scendere in campo consci dei propri punti di forza”. 

Sul fronte mercato, si cerca un attaccante dal profilo internazionale per completare la rosa. Sei d’accordo con la decisione di Meluso o, ipoteticamente, preferiresti vedere un elemento in rampa di lancio con più voglia di farsi conoscere?

“Allora, innanzitutto dico che al Lecce serve un attaccante capace di segnare molti gol. Un profilo così serve per dare sicurezza alla squadra. Vedendo la rosa ho maturato questa convinzione. Secondo me, è meglio acquistare un elemento che conosce già la Serie A. Portare in Italia un bomber straniero, che magari non si adatta subito al contesto e al campionato, sarebbe uno spreco di soldi che la società non si può permettere”. 

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