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QdL – Ledesma: “Il Lecce e la Lazio sono nel mio cuore”

“Pronostico? Nel calcio non c’è niente di scontato. È un campionato tutto da scoprire. Ci vuole passione. E il fascino dell’Olimpico può accendere magie”, ha affermato l’ex centrocampista giallorosso.

Cristian Ledesma, oggi allenatore della Luiss, squadra di riferimento della nota università romana, che milita in Promozione, è anche un doppio ex di Lazio e Lecce, per avervi militato negli anni della sua carriera da calciatore e parla, dunque, a Il Quotidiano di Lecce, del suo passato e del suo presente, ma anche di quelli che saranno i temi della gara.

ALLENATORE LUISS.È un po’ come prendermi una rivincita su ciò che il calcio che pure mi ha dato tantissimo in carriera, mi ha tolto sotto altri aspetti. Mi porto da sempre il rimpianto per aver fermato gli studi quando lasciai Buenos Aires per approdare, grazia a Corvino, in quella fantastica città che è Lecce, che mi ha regalato se stessa nel percorso della crescita. L’università mi aveva proposto di giocare, di fare un master. Ho accettato di allenare la squadra, partendo dai dilettanti. Mi sono tuffato in un ambiente che mi fa respirare atmosfere cariche di significati sul piano umano, su quello dei valori. Il calcio purtroppo non può darti tutto. La vita non è un’auto milionaria”.

LIVERANI.Fabio è un modello prima di tutto sul piano dei valori, un modella culturale dell’odierno mondo del calcio. È stata una fortuna conoscerlo, averlo avuto come maestro. Una persona franca, diretta, schietta, non usa giri di parole. Come allenatore è rigoroso, esigente al massimo, ma ha sempre la parola di conforto. Ci siamo confrontati quando è andato a Lecce. È coerente, fa le cose che faceva nella Ternana. Non cambiava il suo modo di lavorare a prescindere dal risultato”.

LECCE.Mi allenavo con la prima squadra già quando giocavo nella Primavera di Robertino Rizzo. Lecce era Semeraro e Corvino, ma anche Cavasin, Delio Rossi, Zeman, Baldini, Gregucci. Fotogrammi di stagioni indimenticabili, di cadute e risalite. Cavasin mi fece esordire contro il Messina al Via del Mare, Delio Rossi, al quale sono particolarmente legato, mi ha fatto giocare la prima di serie A a Bergamo. Lecce ha segnato la mia vita sul piano calcistico e familiare. Da Lecce sono partito per la Capitale, mi ha spalancato le porte del grande calcio. Leccese è la mia famiglia”.

LAZIO.Roma, invece, mi ha dato la grande scena del calcio nazionale e internazionale. Con la Lazio ho vinto due Coppe Italia e la SuperCoppa Europea, (a Lecce la Coppa Italia Primavera). Gli scenari della Champions e della Europa League”.

LA LAZIO DI OGGI.L’anno scorso si è un po’ persa, quest’anno dopo un avvio altalenante ha trovato la consapevolezza, le proprie certezze ed ha in Immobile un bomber leader, una delle forze superiori”.

LECCE DI OGGI.La squadra nasce da un’idea progettuale: sta crescendo. Ha fatto degli acquisti mirati. Non la si può giudicare da subito. Ci vuole tempo e pazienza. I pareggi sono stati positivi, anche quello con il Sassuolo che è una squadra pericolosissima”.

SINGOLI.Mancosu sta facendo cose egregie, voglio fare i complimenti a Falco, un grandissimo gol, un mancino elegante, capace di prendersi la scena, prezioso per la squadra. Lapadula sembra stia per ritrovar la via delle grandi cose fatte a Pescara. Lucioni e Rossettini hanno grande esperienza in difesa”.

PRONOSTICO.Nel calcio non c’è niente di scontato. È un campionato tutto da scoprire. Ci vuole passione. E il fascino dell’Olimpico può accendere magie. Il Lecce e la Lazio sono nel mio cuore”.

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