L’ex capitano, ora laterale destro del Monza, esterna la sua prospettiva sul torneo disputato dal Lecce e svela degli aneddoti sul suo passato recente in maglia giallorossa.
Quattro stagioni nell’inferno della Serie C per ridare al suo Lecce una gioia. Parlare con Franco Lepore è sempre uno spaccato di tante sensazioni. Confessioni, emozioni, sogni che si sono realizzati fin da quel gol all’Ancona in una calda sera estiva del 2009 e letture di un ragazzo innamorato ormai diventato un veterano. Quel veterano ora è un pilastro del Monza, squadra che ormai ha un piede in B e, senza nasconderlo, auspica il doppio salto nella massima serie.
La continuità tra Monza e Lecce investe quest’aspetto. La società brianzola, rilevata l’anno scorso da Silvio Berlusconi, comanda il Girone A della Serie C con 59 punti, a +17 dal Pontedera secondo. Lepore, contattato dalla nostra redazione, si è concesso ai nostri microfoni per parlare del presente al Brianteo e, ovviamente, della sua squadra del cuore.
Rispetto alla sofferta promozione di due anni fa, a Monza stai vivendo una cavalcata trionfale. Come racconti quest’esperienza?
“Siamo una squadra che si è preparata dal primo momento per vincere il campionato. Tante compagini dicono di partire per conquistare il primo posto, ma noi ci siamo preparati a quest’evenienza che molti si aspettavano. E giorno dopo giorno ci prepariamo per vincere la domenica. A livello personale sono contentissimo della continuità di rendimento e di come mi sto esprimendo in campo”.
Che differenze ci sono tra il Girone A dove giochi con il Monza e il girone meridionale vissuto con il Lecce?
“Il Girone Sud è molto più difficile per il temperamento che bisogna avere sul campo. Dall’altra parte c’è meno qualità. Nel Girone A si trovano giocatori capaci di azzeccare la giocata giusta, invece nel Girone C si deve mettere più sulla bagarre. Nel primo bisogna essere più tecnici, invece nel secondo si gioca e si vince anche con la forza nervosa. Poi, come abbiamo visto tutti, certi terreni di gioco di piazze meridionali sono indecenti”.
In campo con te c’è l’ex compagno Marco Armellino…
“La coabitazione con Marco incide molto. Quando andiamo in campo conosciamo pregi e difetti l’uno dell’altro e ci compensiamo. Stiamo riportando al Monza la mentalità vincente della promozione in B di due anni fa. Ogni tanto parliamo del Lecce, abbiamo commentato insieme la vittoria di domenica con il Torino. Eravamo molto felici di vedere i giallorossi vittoriosi in casa anche in A”.
Parliamo del Lecce. Prima della vittoria di domenica, attorno alle sorti della squadra aleggiava un velo di negatività. Il pensiero va ovviamente al rallentamento che i giallorossi ebbero, con te capitano, nella primavera del 2018, prima del successo. Come si riparte in quei momenti?
“Siamo sempre ripartiti dalla positività delle persone che seguono il Lecce e che sono sempre vicine alla squadra. Chi c’era, allora in C, domenica dopo domenica ci dava quella spinta in più rivelatasi poi efficace per il salto in B festeggiato con la Paganese. Nel bisogno ci siamo stretti l’uno con l’altro e il calore dei tifosi, una costante, nel finale ci ha aiutato”.
Come giudichi il campionato dei ragazzi di Liverani?
“Secondo me si sta facendo un campionato ottimo, è normale che il Lecce doveva lottare per la salvezza, non credo che qualcuno si aspettasse l’Europa League. Tre punti sopra la zona retrocessione e un punto dalla Sampdoria quintultima è un ottimo risultato. La società, un patrimonio per il Salento, deve essere orgogliosa”.
Domenica, contro il Torino, è giunta finalmente la prima vittoria in casa…
“Sono contentissimo. Col Torino tutti davano il Lecce come una squadra morta. La vittoria per 4-0, invece, ha mostrato a tutti che c’è una squadra sempre viva, come le idee del suo allenatore. E’ questa la mia descrizione”.
A gennaio dell’anno scorso hai lasciato il Lecce. Hai qualche rimpianto sul tuo addio?
“A livello romantico, credo, mi sarei meritato almeno una presenza in Serie A con la maglia del Lecce. Sono rimasto in buoni rapporti con tutta la società, sento spesso il presidente. Il calcio e la vità sono così: certe strade a volte si separano. Bisogna andare avanti”.
Andando indietro ai campionati precedenti il salto in B, secondo te, c’era qualcosa che non girava dietro ai fallimenti?
“Le aspettative su di noi erano sempre molto alte, la pressione si faceva sentire molto forte a un certo punto e dei giocatori magari non l’hanno retta. Sono arrivati al Via del Mare elementi capaci di segnare 15-20 gol altrove e calciatori che contro di noi si esaltavano anche. Con la maglia del Lecce, però, si affievolivano e il loro valore non bastava a raggiungere il successo. Quello che mi saltava sempre agli occhi, se ci penso, è la maturità che in quelle annate si è costruita la tifoseria. Si incitava sempre di più, essendo parte integrante della missione che cercavamo di raggiungere in campo”.
Hai giocato per due stagioni e mezzo con Marco Mancosu. Cosa senti di dirgli da capitano a capitano?
“Sono contento di vederlo con la fascia al braccio in Serie A. Spero che abbia ereditato qualcosa da me. Nei miei periodi da capitano ci mettevo tanto attaccamento, penso che sia riuscito a trasmetterglielo. In ogni caso, è evidente: Marco è un calciatore che ha l’essere capitano nel sangue”.
Pensi all’ipotesi di affrontare il Lecce da avversario in B con il Monza?
“Spero ciò non accada. Ovviamente, perchè auguro al Lecce la salvezza nel massimo campionato. Noi qui al Monza abbiamo una missione da portare a termine”.
Cosa vuole fare Franco Lepore da grande a 34 anni e mezzo? Hai dei programmi per quando appenderai gli scarpini al chiodo?
“Ad oggi non ci penso. Preferisco focalizzarmi su quello che accadrà domani. Ad essere sincero, però, quando sono solo in macchina penso che il calcio è tutta la mia vita, è il mio mondo. Vorrei rimanere sul campo, però non da primo allenatore. Magari mi piacerebbe fare l’assistente o il procuratore”.
Si ringrazia per la disponibilità l’Ufficio stampa dell’AC Monza SpA
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franco di aspettiamo a LECCE
Magari il DS, che qua a quota 100 ne serve uno ?
ABBANDE!!! La presenza in A… Abbiamo già visto in Lega Pro… e non parliamo del pianto in B…