L’allenatore giallorosso, in videochat Instagram con l’ex compagno Bernardo Corradi, che ha vestito i panni dell’intervistatore grazie al suo passato da commentatore tv, ha parlato liberamente di tanti aneddoti ai tempi della Lazio.
A CASA. “Stare casa è tosta. Sono da solo, i miei figli sono a Roma. Tutto il giorno su Netflix. Fino all’ultimo decreto un po’ di vita c’era, riuscire a confrontarci un paio d’ore allo stadio o in ufficio. Ora è abbastanza pesante, anche se poi guardi qualcosa, studi. A livello mentale diventa difficile. Non vedi l’obiettivo, senti solo tante ipotesi e tante chiacchiere. Ogni giorno si sente una cosa diversa”.
CON PERUZZI ALLA LAZIO. I due sfogliano l’album dei ricordi partendo dai ricordi con una leggenda del calcio italiano: “Peruzzi non ha mai vissuto il calcio con l’ansia. Tante volte non sapeva da chi aveva preso gol. Ricordo con l’Ascoli, c’erano Parola e Guana, entrambi rasati. Lui non ricordava il marcatore”.
VITTORIE IN BIANCOCELESTE. “Nei miei ritiri c’era grande condivisione, ora i ragazzi si isolano con la tecnologia. La condivisione ti dà qualcosina, anche punti in campionato. Noi alla Lazio eravamo una squadra forte, ma non uno squadrone. Facevamo qualcosa di più come qualità totale. Vincevamo partite contro squadre più forti. La cavalcata di Coppa Italia, le semifinali col Milan, poi con la Juventus. Quel gruppo voleva lasciarsi con qualcosa di speciale. C’era unione forte. Oggi c’è molta demagogia attorno al calcio”.
LA LAZIO DI OGGI. “Si perdono dei valori che ho vissuto bene. La Lazio di oggi ha trovato alchimia. L’unione di questo gruppo porta a fare qualcosa di più. Sono riusciti a incanalare dalla proprietà a tutte le componenti l’ambiente che ha portato la Lazio di Simone Inzaghi a portare a giocare alla pari”.
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