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Accadde oggi 25/04. Konan-show e Juve umiliata in casa: il più memorabile poker Lecce di sempre

Sedici anni fa la terribile banda di Delio Rossi scriveva una delle più grandi pagine della storia giallorossa. Un 3-4 che è stato addirittura stretto a una squadra che produsse un gioco di qualità altissima sul campo dei Campioni d’Italia. Tre punti prestigiosi, ma anche fondamentali nella corsa salvezza.

Il 25 aprile non è solo una delle ricorrenze più importanti per ogni cittadino italiano. Più in piccolo, andando sul terreno “profano”, almeno sulla carta, della passione calcistica, alle longitudini più orientali d’Italia, dalle parti del Salento, rappresenta, e rappresenterà per sempre, un giorno di festa. Sì, perché il 25 aprile ricorre l’anniversario della vittoria per 3-4 del Lecce di Delio Rossi sul campo della Juventus.

Una data indimenticabile, una festa per tutti i grandi tifosi del piccolo Lecce che andò ad insegnare calcio a domicilio contro i Campioni d’Italia e vice-campioni d’Europa in carica. I bianconeri di Lippi, imbottiti di campioni, non solo raccolsero il pallone 4 volte da dentro la porta, ma furono inermi o quasi nel subire il frizzante gioco di Ledesma e compagni. Che, oltre a scrivere la storia del club giallorosso, si lanciarono definitivamente verso una magistrale ed indimenticabile salvezza.

Prima di quella domenica pomeriggio del Delle Alpi, nessuno avrebbe potuto immaginare l’imponderabile. A Torino arrivava un Lecce caricato a mille dalla vittoria con l’Udinese, in forma e bisognoso di punti per non vanificare la grande rimonta in cui si era prodotto. Di fronte c’era però una Juve ferita dal pari di Parma che le aveva negato le ultime chance scudetto. Una Juve che, al contempo, non poteva lasciare nemmeno un punto sul campo. Pena il vedersi sfuggire anche la seconda piazza, che voleva dire Champions diretta.

E l’inizio di quella storica partita sembrava dover seguire un copione già scritto, quella della schiacciasassi schierata da Lippi con tre punte più Nedved a tramortire il ben più prudente 4-4-2 di Rossi. Almeno sulla carta. Almeno nelle illusorie prime battute. Nemmeno tre minuti, infatti, e Zambrotta, dopo aver lasciato sul posto Bolano, mette in mezzo un cioccolatino scartato agevolmente dal piattone di Trezeguet: è già 1-0. E la reazione salentina non è nemmeno delle più, tanto che solo super Sicignano al quarto d’ora nega al francese il bis di testa su assist di un Miccoli sempre emozionato, e poi infatti latitante.

E lì la partita cambia totalmente. Il primo squillo giallorosso è di Konan, siluro mancino a scaldare le mani di un attento Buffon. Il quale al 23′ è costretto ad arrendersi allo spettacolare gioco verticale firmato Rossi. Da Bolano a Chevanton, delizioso tocco d’interno per Ledesma, destro al volo e prodezza di Buffon. Ma, sulla ribattuta, ecco falco-Franceschini che pareggia.

Appena il tempo di esultare, e riparte il Konan-show. L’ivoriano salta Appiah, Tudor, Iuliano e Legrottaglie, questi ultimi insieme con una splendida giocata. Potrebbe passarla al solissimo Cheva, ma facendosi ingolosire lancia un siluro sotto l’incrocio: Lecce in vantaggio. E Lecce padrone del campo in senso assoluto. Tant’è che Lippi, impaurito come non lo si era mai visto, cambia addirittura arretrando la sua squadra: out Di Vaio, dentro Pessotto. C’è da resistere all’armata giallorossa.

Ma per la Juve non c’è davvero nulla da fare. In campo c’è solo il Lecce di cui, per sfortuna dei bianconeri, fa parte anche Konan, che a un minuto dall’intervallo si ripete. Ancora tre juventini messi a sedere e mancino agevolmente insaccato alla destra di un inerme Buffon. Per fortuna dei piemontesi c’è la pausa ed un errore arbitrale che, nel recupero di prima frazione, ferma Chevanton solissimo per un fuorigioco inesistente.

L’uruguagio si fa con gli interessi al 52′, non tanto per il gol segnato facilmente a spiazzare Buffon quanto per lo show-collettivo giallorosso. Palleggio prolungato, poi Cassetti per Ledesma, serpentina con assist/tunnel ai danni di Tudor ed è poker. Lo strepitoso punteggio placa inevitabilmente gli animi, euforici ma al contempo appagati, degli ospiti. Che mancano almeno tre interessanti ripartenze per la manita.

E così il finale è tutto bianconero. O meglio i padroni di casa rendono meno umiliante il passivo insaccando, con Maresca e Del Piero, gli unici due veri tiri verso la porta di Sicignano. Ma, nonostante il risultato accorciato, e ancora quasi un quarto d’ora a disposizione dopo il 3-4, per il Lecce la sofferenza è minima. Quel pomeriggio non poteva finire in beffa. La storia del club s’aveva da fare. Una storia bellissima scritta da un gruppo di ragazzini che andarono ad insegnare il calcio in casa dei suoi padroni.

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