Ripartenza? Dipende tutto dai tamponi

tampone

La ripartenza del calcio italiano si sta inceppando nel protocollo medico. Alcune delle venti formazioni del massimo campionato si stanno interrogando sulle linee guida e sulla loro attuabilità.

Si tratta infatti di un lungo elenco di obiezioni e richieste, chiarimenti, con particolare attenzione sulle conseguenze legate a nuovi casi di positiva al virus e sulla difficoltà del reperimento dei tamponi.  Al momento solo Lazio, Juventus e Genoa non hanno presentato domande.  Tra le principali difficoltà c’è quella di rispettare il distanziamento, la santificazione degli ambienti o le perplessità sul ritiro chiuso. In questo calderone la società giallorossa, insieme al Bologna sta sollevando il problema della reperibilità dei tamponi.

NUOVI CONTAGI. Se dovessero infatti riscontrati dei nuovi contagi, dopo la ripresa, la Figc prevede due tamponi a distanza di 24 ore per il gruppo squadra e test sierologici dopo 5-7 giorni, mentre la Federmedici resta l’obbligo di due settimane di isolamento dei contatti ravvicinati. Rispetto alla Fmsi la Federcalcio disposte anche una diversa divisione del gruppo squadra, aggiungendo la distinzione dei malati lievi che differiscono per la necessità di alcuni esami. infine i tamponi di controllo, con la Figc che ne prevede due all’inizio mentre la Fmsi ne vorrebbe uno ogni quattro giorni.

Redazione

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