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Liverani e i “nuovi” cambi, l’inizio è pessimo. Solo il Torino li ha sfruttati meno

L’analisi delle sostituzioni della prima giornata post ripresa evidenzia quanto il Lecce non abbia un buon rapporto con la nuova regola. Il tecnico lo aveva “predetto”, ma può e deve usufruirne meglio, non c’è alternativa.

Quella conclusasi mercoledì è stata la prima giornata integrale di Serie A post emergenza Covid. E, di conseguenza, è stata la prima disputatasi seguendo tutte le nuove regole, inclusa quella relativa alla possibilità di operare cinque sostituzioni nel corso del match in tre differenti momenti più l’intervallo. Novità a metà per Fabio Liverani, visto che lui e il Lecce erano gli unici club ad averci già avuto a che fare in Serie C due anni fa.

Eppure proprio i giallorossi del tecnico romano, sono tra le squadre che meno hanno tratto beneficio dai 5 cambi. Nel corso di Lecce-Milan, gara in cui i giallorossi non solo sono stati asfaltati sul piano tecnico e del risultato, ma soprattutto su quello fisico-atletico, Liverani ha operato appena tre cambi. Per così dire, visto che gli ultimi due, relativi agli ingressi di Shakhov e Vera, sono stati effettuati all’87’. A match praticamente concluso.

In Serie A, nel 27esimo turno, sono il Torino a fatto “peggio”. Il granata Longo ha infatti operato appena due cambi, inserendo Aina al 65′ e Lukic al 75′. Una scelta comunque tutto sommato comprensibile, visto che il risultato di 1-0 per i suoi poteva necessità di un’opera di contenimento e controllo della situazione, senza bisogno di dare svolte di sorta. E comunque questo dato non è detto sia “peggiore” di quello del Lecce, che ha effettuato sì tre cambi, ma solo sulla carta visto che, come detto, il secondo e il terzo sono arrivati a cavallo del fischio finale.

Si può dunque dire che Fabio Liverani sia l’allenatore che meno ha sfruttato le sostituzioni in generale, e la possibilità di farne addirittura cinque in particolare. E’ vero, il tecnico ci aveva avvisati: la nuova regola non gli piaceva, e pensava che il Lecce sarebbe stato danneggiato dalla stessa. Ma ormai esiste, è bene farsene una ragione. Anche perché, per riuscire nell’impresa salvezza, i giallorossi devono davvero cercare energie utili, per quanto poco vasta sia la gamma di scelta. Non c’è alternativa.

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