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Pettinari, il Lecce-bis per ripetere una stagione da record

L’attaccante romano rientra in giallorosso dopo il fallimento del Trapani e lo fa con un biglietto da visita pesante: i 17 gol messi a segno l’anno scorso, record personale.

Provaci ancora Stefano. Le vicissitudini extra-calcistiche hanno riportato Pettinari in giallorosso. Il trasferimento, formalizzatosi soltanto oggi ma nell’aria ormai da tempo, è figlio del crac finanziario del Trapani, club che a giugno aveva riscattato Pettinari dal Lecce per farne un asset vitale al fine di provare a monetizzare.

DUE ANNI FA. La punta si ritrova così a rivestire la maglia giallorossa, indossata solo per sei mesi nella stagione 2018/2019. Allora, con i salentini neopromossi in B, Pettinari si candidava ad essere la punta di diamante del Lecce di Liverani, tecnico avuto già a Terni nella leggendaria salvezza che centrò l’oggi allenatore del Parma. Con Palombi (altro compagno ternano) e La Mantia, il bomber di quel campionato, lo scuola Roma costruiva il reparto offensivo. Sul campo, però, le cose non andarono bene e, già a gennaio 2019, il prestito a Crotone fu quasi una piccola liberazione dopo sei mesi conditi da un solo assist e poco minutaggio

CON IL MAESTRO. Nel Salento, Pettinari arrivava forte delle 13 reti segnate con il Pescara (parzialmente) di Zdenek Zeman. Prima della pioggia di reti a Trapani fino a pochi mesi fa, il punto più alto del romano era proprio la parentesi vissuta con il boemo. Nel 2017/2018, ZZ prelevò Pettinari proprio dopo la Ternana liveraniana per farne il bomber principe del suo 4-3-3. Allo score positivo per l’oggi 28enne non seguì però una buona stagione per il Pescara. Zeman fu sollevato dall’incarico a marzo 2018 dopo la sconfitta col Cittadella.

NON SOLO BOMBER. Le due stagioni prolifiche dell’attaccante, curiosamente non legate a esperienze positive di squadra (Trapani retrocesso, Pescara poi pericolante) rappresentano gli apici dal punto di vista realizzativo di un attaccante comunque sempre propenso al sacrificio e all’adattamento su tutti i fronti del reparto offensivo. Nella sua storia sportiva, Pettinari ha fatto anche la seconda punta e l’attaccante esterno prima di spostarsi definitivamente sul centrattacco.

LE ALTRE PIAZZE. L’ascesa raccontò di un giovane ragazzo promettente nella Primavera della Roma, dove percorse la trafila giovanile. Il primo approccio con il professionismo fu a Crotone, piazza dove Pettinari conserva il numero più alto di presenze (107) e reti (19 spalmate su tre stagioni e mezzo). Dopo i pitagorici, Pettinari è passato al Pescara. Rimasto solo un anno (15/16) all’Adriatico, nel 15/16 si divise tra Vicenza e Como, sempre in Serie B, lottando invano per il disperato recupero dei lariani, retrocessi in C.

GOL A GRAPPOLI. Il nuovo numero 20 del Lecce (nella prima esperienza Pettinari vestì la casacca 17) scelse Trapani per un’altra congettura. I granata furono l’ultima squadra a guadagnarsi uno slot in Serie B dopo la vittoria nel playoff col Piacenza e, dopo un inizio a secco, i primi gol arrivarono con lo Spezia, alla quinta presenza. Pettinari passò tra centro e fasce del tridente di Baldini, che contava anche Biabiany ed Evacuo, al ruolo di boa nel 3-5-2 di Castori, tecnico trapanese dall’inverno fino alla rimonta salvezza fallita soltanto all’ultima giorno. Novembre-gennaio e il pre lockdown furono i periodi più prolifici di Pettinari, recordman alla fine con 17 reti e, numero non indifferente, 5 assist.

 

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