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CdM – Congedo: “La squadra è in isolamento ad Acaya. Abbiamo creato una bolla per non avere contatti”

Il dottore Giuseppe Congedo guida lo staff sanitario del club giallorosso: in questa intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno (a cura di Claudio Tadicini) parla di come vengono gestiti i casi di coronavirus nel Lecce.

COME VENGONO GESTITE LE POSITIVITA’? «Innanzitutto mettiamo subito i positivi in isolamento domiciliare, allontanandoli dalla squadra e dallo staff, come è avvenuto in questi giorni. Denunciamo la loro positività all’Asl, che poi si occupa di seguirli. Quanto alla squadra, invece, è in isolamento ad Acaya, dove abbiamo creato una “bolla” per non avere contatti con l’esterno: ogni 48 ore veniamo tutti sottoposti a tampone.  All’inizio e alla fine della quarantena, che dura 10 giorni, poi, eseguiamo anche un test sierologico. Massimo rigore sulle norme: indossare la mascherina, lavarsi o disinfettare spesso le mani, distanziamento sociale. Distanziati anche quando si pranza o si cena: al tavolo ci si siede al massimo in quattro».

IN CASO DI POSITIVITA’ VENGONO ESEGUITI ALTRI ACCERTAMENTI? «Generalmente, quando un tampone risulta positivo, il giorno successivo viene eseguito un secondo tampone di controllo, per verificare se si tratti di falsi positivi, come ad esempio è accaduto in occasione della trasferta di Cosenza per due nostri calciatori. Lo stesso vale per i tamponi negativi, che vengono ripetuti più volte per essere certi che non si tratti di falsi negativi».

COME STANNO I POSITIVI? COME VENGONO CURATI I SINTOMATICI? «I positivi stanno tutti bene, sono tutti asintomatici e possono continuare ad allenarsi individualmente a casa. In quanto asintomatici, al momento, non necessitano di alcuna cura. Una volta accertata la positività, viene comunicata all’Asl e i positivi vengono presi in carico dall’ente sanitario. Fino ad ora, fortunatamente, non abbiamo mai avuto alcun caso che abbia manifestato sintomi».

QUALI CONSEGUENZE PUO’ AVERE IL COVID SU UN ATLETA PROFESSIONISTA? «Il virus espone i calciatori agli stessi rischi di una persona normale, sia di natura polmonare sia di natura cardiaca. Motivo per cui, subito dopo l’accertata guarigione dal Covid, gli interessati devono sostenere nuovamente la visita di idoneità. Per i sintomatici, invece, sono previsti ulteriori test. I calciatori in quanto atleti hanno difese immunitarie più efficienti, ma corrono rischi come tutti».

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3 anni fa

Bene
Società attenta
Il covid farà la differenza in questo campionato

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3 anni fa

Anche se aumenterei i test (che costano pure meno)
Isolare un positivo potrebbe già essere tardivo per il contagio

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