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Sudamerica giallorosso. Il Lecce e le storie di una passione più forte della distanza

Fernando, Leonardo, Alessio, Alejandro e gli altri: quando l’amore per una squadra valica ogni confine.

Non sono tante le cose in questo mondo più forti della passione per la propria squadra del cuore. Un amore viscerale, che interessa le emozioni su più fronti e che occupa ogni singolo giorno delle nostre vite. Legami indissolubili che, quasi sempre, nascono sin da quando si è bambini per ragioni grossomodo eterogenee, e che nel corso degli anni, soprattutto in seguito alla globalizzazione ed all’interconnessione tra popoli, può connettere persone e paesi molto lontani tra loro.

Storie d’amore che non potevano di certo non interessare il Lecce e la sua gente, da sempre caratterizzati dall’essere parte di un contesto fatto di calore, veracità ed autenticità di sentimenti che vanno oltre qualsiasi categoria, qualsiasi risultato. E, a quanto pare, anche oltre ogni lontananza geografica. E quale luogo della terra può essere maggiormente paragonato al Salento rispetto al Sudamerica? Terra di salentini emigrati, certo, ma anche terra di passione a 360°, di torcide roventi, di pura “aficiòn” per i propri colori. Un ponte tra popoli più unico che raro che trova esempi emblematici nelle vite di alcuni tifosissimi giallorossi, le cui storie valgono la pena di essere raccontate.

Nel nostro viaggio sudamericano partiamo dall’estremo nord del continente, ovvero dalla Colombia. Paese di caffè e petrolio (secondo solo al Venezuela nella macroarea), ma anche caratterizzato da una copiosa immigrazione soprattutto dal mondo arabo e dall’Europa. E dall’Italia si è trasferito 3 anni fa nella capitale Bogotà Alessio, 41 anni ed una passione enorme: quella per il Lecce. Arrivato in Colombia assieme a moglie e figlio di 5 anni per lavorare presso l’ambasciata italiana, tifa da sempre per i giallorossi, amore tramandatogli dal padre che da piccolo lo portava al Via del Mare. Salentino puro sangue, da orma 20 anni vive lontano dalla sua terra, ma torna a vedere i giallorossi ogni volta che può. Cosa che spera di fare anche ad agosto, magari portando con sé stavolta anche il figlioletto altrettanto appassionato ai Lupi salentini. Un piccolo tifoso che sogna di diventare un futuro calciatore del Lecce e che è innamorato, come il padre, di capitan Marco Mancosu. Di lui, oltre le gesta sul campo, Alessio ha apprezzato la disponibilità nel ricambiare i saluti emozionati che arrivano dalla Colombia, con la promessa di conoscersi al prossimo rientro a Lecce.

Dalla Colombia ci spostiamo in Argentina, la terra di due dei più grandi calciatori della storia del nostro club: Pedro Pablo Pasculli e Beto Barbas. Ma terra anche di tantissimi innamorati del calcio. Come Leonardo, 37 anni, della Provincia di Buenos Aires. Il sua amore per il Lecce ha origini lontane, risalenti a quando aveva 8 anni. Un giorno, mentre era a casa dei nonni, si ritrovò a guardare un match di Coppa Italia che vedeva i giallorossi tra i protagonisti. Per Leo fu amore a prima vista, estasiato da quell’abbinamento così caldo nonché da una squadra che si batteva sul campo con grande ardore agonistico. Un affetto che superava le difficoltà di quegli anni, quando la tecnologia non consentiva aggiornamenti quotidiani e bisognava attendere di comprare i giornali del lunedì per conoscere il risultato del Lecce, per chi abitava così lontano. Ogni cosa aveva così un gusto speciale, come quando il papà gli stampò l’immagine del Via del Mare: un’emozione indimenticabile. Ora tutto è più facile, tra siti web dedicati al Lecce, amicizie virtuali e chat di gruppo con gli altri sudamericani tifosi giallorossi. E un grande sogno: venire un giorno al Via del Mare per tifare dagli spalti, assieme ai suoi fratelli di tifo. E, magari, conoscere il suo grande idolo innamorato del Salento come lui, tanto da averne fatto una casa: Javier Ernesto Chevanton.

Dalla zona della capitale percorriamo virtualmente verso sud quasi mille chilometri, ovvero la distanza che separa Buenos Aires da Sarmiento, nel cuore della Patagonia. La cittadina dell’estremo meridione argentino, uno tra i posti più autentici ed isolati al mondo (quasi un parallelo dell’ossimoro geografico che può essere considerato il Salento, periferia nel cuore del Mediterraneo), è teatro di una delle più incredibili storie a sfondo giallorosso. Protagonista Fernando, per tutti Manano. 37enne, il suo amore per il Lecce arriva da lontano anche nel tempo, ovvero dall’ammirazione del padre per i due campioni albicelesti Pasculli e Barbas. La loro presenza nel Salento ha “iniziato” Manano e la sua famiglia alla cultura salentina, al tifo giallorosso: aspetti che reputa molto vicini a quelli del suo popolo. Segue con maggiore costanza (grazie ovviamente ai progressi tecnologici) il Lecce da dieci anni, e da 4 ha fondato a Sarmiento la scuola calcio FC Amigos del Lecce. Un’esperienza straordinaria per un paese di 8mila anime e che oggi conta oltre 60 bambini iscritti. Bimbi giocano a calcio con addosso i colori giallorossi e che, garantisce Manano, per la maggior parte sono essi stessi diventati tifosi del Lecce, così come i loro genitori. Perché, quando ti avvicini a questo mondo fatto di passione ed appartenenza, non puoi non rimanerne catturato.

Lasciamo l’Argentina risalendo la costa atlantica fino all’immenso estuario del Rio de La Plata, dove sulla sponda opposta rispetto a Baires ecco dominare Montevideo, grande Città-Stato del piccolo Uruguay. Ed è qui, esattamente nel quartiere periferico di La Teja, che si ambienta il nostro ultimo racconto. Alejandro, 41 anni, è un tifosissimo del Club Atletico Progreso di Montevideo, squadra di massima serie ma dalle poche risorse economiche (in passato, però, anche un campionato nel palmares) i cui colori sociali sono il giallo ed il rosso. Così, quando a 6 anni è incappato in tv in un match del Lecce (inizialmente scambiato proprio per il suo Progreso rojo y amarillo) contro l’Inter, è stato un colpo di fulmine. Una passione repentina ed accresciuta di anno in anno, tanto da portarlo a tifare più l’Italia dell’Uruguay nei vari Mondiali, alimentata dal sogno che coltiva da sempre e che condivide con gli altri tifosi leccesi in Sudamerica: approdare sugli spalti del Via del Mare.

Si conclude qui il nostro entusiasmante viaggio nel Sudamerica giallorosso, consapevoli che tante ancora sarebbero le storie da scovare e raccontare ma entusiasti delle emozioni che abbiamo avuto modo di condividere con i protagonisti e con gli appassionati di quei due magici colori. Il giallo ed il rosso, oltre ogni confine.

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