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Il Como, la pazienza e i giudizi affrettati: una sosta utile a tutti

La domenica della settima giornata di B ha registrato, tra le altre gare, la vittoria 2-4 dei lariani contro il Brescia, squadra autrice di un avvio positivo.

La seconda sosta di campionato arriva con il Lecce reduce dal poker di vittorie. Dopo la rimontona in casa con l’Alessandria, i giallorossi non si sono fermati più e hanno superato, nell’ordine, Crotone, Cittadella e Monza, una retrocessa dalla Serie A e due squadre mai battute nell’era moderna (Citta mai sconfitto, ultima vittoria contro i brianzoli in campionato nell’84/85).

I 12 punti hanno rilanciato le ambizioni del Lecce, attaccatosi con 14 lunghezze al treno dell’alta classifica in un torneo che deve ancora esprimere nitidamente le proprie gerarchie. Ieri si è formalizzato il primo scatto del Pisa capolista a 19 punti, propiziato anche dalla sconfitta del Brescia in casa contro il Como. Le Rondinelle sono rimaste a 14, al pari del Lecce, nonostante le reti di Palacio e Bajic a riacciuffare i primi vantaggi comaschi.

Dopo il pareggio interno contro il Como, con un Lecce avente ancora le sembianze di un cantiere (Di Mariano all’esordio, Barreca e Gargiulo ancora non in squadra), il presidente Saverio Sticchi Damiani si era espresso a favore della squadra, pur non nascondendo la delusione per l’1-1 firmato Coda-Cerri.Questo gruppo giovane e merita pazienza e fiducia. E il sereno aiuterebbe a lavorare meglio”, il messaggio del primo dirigente.

Rileggere parte dei commenti, oggi, potrebbe essere un lavoro di crescita, basato appunto sui numeri e dati scaturenti da queste partite. Il Lecce non è diventato di punto in bianco una schiacciasassi, ma se dopo due sole partite di campionato, con aggiustamenti ancora da compiere e un nuovo progetto tattico da delineare, i risultati tardano a giungere… un “bonus fiducia” prima di chiedere misure drastiche non guasterebbe.

Esprimere la propria opinione è giustissimo, sacrosanto, pane quotidiano di ogni tifoso. Cercare però di tararla, anche nella sua negatività, su fattori oggettivi e potenzialità è però un lavoro che ognuno di noi dovrebbe cercare di aggiungere alle proprie analisi. Ne gioverà il dibattito, ovviamente ancora fatto di diverse vedute, anche rispetto alle nostre disamine, ma, almeno, più pulito. Qui dentro (probabilmente purtroppo) quasi tutti siamo prima tifosi che altro. Piedi per terra, calma e razionalità oltre che tanta emozione (la fede per i colori giallorossi è soprattutto quello). Dal campo agli spalti passando per le tastiere.

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