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Faragò, un jolly già apprezzato per la mediana di Baroni

Il laterale destro è il primo rinforzo del calciomercato invernale del Lecce.

Paolo Faragò, all’anagrafe Pancrazio Paolo Faragò con il secondo nome in omaggio al santo protettore di Zagarise, il paese natale dei genitori in Calabria, muove i suoi primi passi nel Novara, dove si trasferisce già dalla tenera età. Nel settore giovanile della squadra piemontese dimostra subito la sua duttilità tattica, posizionandosi largo a destra e proponendosi spesso anche in proiezione offensiva. Nel campionato Primavera 2011/12, mentre il Novara milita in A, arriva infatti a totalizzare 9 gol in 20 presenze. L’anno dopo c’è lo sbarco in prima squadra in Serie B. Dopo l’esordio nel finale di Reggina-Novara 1-0 alla seconda presenza firma già un assist in occasione della vittoria contro il Brescia. Al primo anno da pro, dove Faragò farà prioritariamente la mezzala, i gol saranno 2 in 16 presenze.

Nel 2013/2014, Faragò conquista la titolarità nel 4-3-3 di Alfredo Aglietti anche se non mancano le partite in cui si schiera largo a destra a tutta fascia o anche da terzino. La retrocessione in C dei novaresi non lo induce a cambiare maglia, ma la stagione 2014/2015 è caratterizzata anche da un guaio muscolare che lo tiene fuori nelle fasi centrali del torneo, salvo poi però rientrare nel finale per dare un giusto contributo alla promozione targata Toscano.

Il 2015/2016 è l’anno in cui Faragò incontra Marco Baroni, che ritroverà a Lecce. L’allenatore fiorentino continua a utilizzarlo da mezzala con scorribande sulla linea della trequarti quando il suo Novara si schierò con il 4-2-3-1. Nelle 36 presenze sotto Baroni, Faragò suggellerà la sua stagione più prolifica sotto il profilo realizzativo: 7 reti e il ricordo più che positivo che indurrà il tecnico a utilizzarlo sulla linea mediana anche nella nuova esperienza. Gli ultimi mesi a Novara sono il primo spezzone del 2016/2017 dopo il fallimento dello sbarco alla Fiorentina diretta da Pantaleo Corvino

A gennaio del 2017, Faragò arriva in Serie A grazie al Cagliari. All’esordio nel finale di Roma-Cagliari 1-0 segue però un infortunio alla spalla che rallenta il suo impatto nella massima serie. Dopo le 9 presenze del primo spezzone, nel secondo anno cagliaritano ritorna ad agire sulla corsia destra con Diego Lopez. Da esterno a tutta fascia, l’allenatore uruguaiano riesce anche a retrocedere Faragò sulla linea dei difensori. In Cagliari-Benevento 2-1 giunge il primo gol in A, realizzato in una gara dove il calabrese ci mette anche lo zampino nell’assist per il gol vittoria di Pavoletti. Due settimane dopo, in un altro 2-1, stavolta al Verona, c’è il bis.

L’alternanza di ruoli continua anche nella gestione Rolando Maran e, fino alla 101° in A nel giorno dell’Epifania in Sampdoria-Cagliari, Faragò gioca con profitto anche da terzino destro. Coi sardi le presenze totali sono alla fine 106, con 5 gol e 10 assist. Nella prima parte del 2021 si trasferisce in prestito al Bologna, vedendo però il campo solo all’ultima gara di campionato contro la Juventus. Degli infortuni hanno impedito una certa continuità d’impiego e, specialmente l’ultimo lungo stop che di fatto ha rinviato l’esordio al 2022. Ora, dopo cinque stagioni c’è il ritorno in B. Dal Lecce, a 28 anni, Faragò vuole prendere la rincorsa per ridare brio alla sua carriera.

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