Pensieri tra presente e passato quelli di Claudio Luperto, uno dei protagonisti del primo Lecce in Serie A.
LA SOSTA. “Sarebbe stato bello se questa sosta per il mondiale fosse arrivata qualche settimana più avanti. Fermarsi oggi però potrebbe avere dei risvolti positivi anche sotto l’aspetto dell’entusiasmo. I giocatori sono andati in vacanza con il morale alle stelle che gli aiuterĆ a riprendere nel migliore dei modi il lavoro a fine mese e questo può essere veramente molto importante e può aiutare il lavoro del tecnico Baroni”.
QUOTA SALVEZZA.Ā “Difficile dirlo, basta un filetto di partite per tornare in corsa in questo momento cosƬ come ĆØ successo a Lecce e Monza. Però c’ĆØ da considerare che alcune delle societĆ coinvolte nelle ultime tre posizioni hanno problematiche extra campo che potrebbero complicare ulteriormente il loro cammino”.
IL LECCE OGGI.Ā “Mi sta sorprendendo la squadra in generale, perchĆ© nel corso di questa stagione non si ĆØ mai fatta mettere sotto da nessuno, ha conquistato un prestigioso pareggio al Maradona di Napoli e contro Juventus e Inter ha offerto prestazioni di assoluto valore ed ĆØ uscita sconfitta di misura, questa ĆØ una dimostrazione di grande carattere”.
LA A DEL 85/86.Ā “E’ stata un’emozione grandissima. Abbiamo affrontato campioni che in quel periodo erano incredibili, perchĆ© la Serie A era il campionato più importante del Mondo e fare parte di quelle 16 squadre era un motivo di grande orgoglio, c’era Maradona, Zico, Platini. Pagammo l’impatto con questo grande calcio e il nostro destino era segnato giĆ nel mese di gennaio”.
FASCETTI.Ā “In quel momento era tra gli allenatori emergenti del calcio italiano, da Lecce iniziò la sua scalata nel calcio italiano. Aveva un modo nuovo di allenarsi e in campo eravamo una squadra che dava fastidio a tutti perchĆ© correvamo tantissimo per quel periodo. Un uomo che amava il suo lavoro, non toglieva mai i panni dell’allenatore un professionista straordinario e soprattutto non aveva pali sulla lingua, non temeva nessuno ed era sempre pronto a dire la sua, in qualsiasi occasione”.
I RICORDI.Ā “Mi viene in mente la partita contro l’Inter di Mario Corso che era stato il mio primo allenatore, ci tenevo bene a fare bene in quell’occasione e a fine gara mi invitò a salire sul pullman dei nerazzurri, un gesto che ricordo ancora oggi con grandissimo affetto. Contro la Juventus a Torino, Fascetti mi tenne in panchina, entrai con una voglia fuori dal comune, a fine gara il mister mi diede uno schiaffo affettuoso dicendomi: “ti devo far incazzare per farti giocare cosƬ”, ci aveva visto lungo ed era riuscito a tirare fuori il meglio di me, un maestro”.









Mio figlio a 10 anni non avrebbe fatto tutti quegli errori di battitura tipo “i pali sulla lingua… “.
Io non so se dopo che pubblicate un articolo non lo rileggete, tra l’altro non ĆØ neanche la prima volta.
Sei stato il mio idolo in quegli anni……š”š“
Lode a te Claudio Luperto cosƬ intonava la Nord all’epoca e che bel sinistro vellutato aveva š¤šā¤ļø
Luperto era davvero delizioso,il mezzo sinistro(n.10) in Italia a quei tempi,era un ruolo da grandi giocatori molto tecnici,e lui di tecnica ne aveva,poi si e’ perso…e non si capisce perche’…!!
era puro piacere vederlo giocare
Altri tempi, altro calcio.
Quando il campionato italiano era il PIĆ IMPORTANTE AL MONDO, ed essere tra quelle 16 squadre era veramente un ” Miracolo”
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