L’allenatore della Primavera Campione d’Italia ha parlato al periodico Il Giallorosso. Dal colloquio emerge un ritratto personale del tecnico, che esprime soddisfazione per quanto fatto a Lecce.
Federico Coppitelli si descrive così: “Sono un ragazzo normale. Penso di essere una persona intelligente, con pregi e difetti. Sono esigente con me stesso soprattutto nel lavoro. Sono sensibile, ma preferisco che siano gli altri a descrivere i miei pregi. Dall’altra parte, sono abbastanza puntiglioso in ciò che faccio. Come mister sono una persona che lavora molto e, dal basso, sono arrivato nei palcoscenici che sognavo”.
A Lecce, Coppitelli ha raggiunto un altro tricolore dopo le altre vittorie in carriera con Torino e Roma: “Nel Salento, in proporzione per quanto sono stato, mi trovo molto bene, è il posto in cui mi sono trovato meglio rispetto al passato. Che voto mi do dopo cinque scudetti giovanili? Otto, anzi sette e mezzo”.
La vittoria del Lecce Primavera suggella anche il percorso professionale di Coppitelli: “Il campionato è stato ai limiti della perfezione, come un film, in cui la trama è stata perfetta. Siamo partiti da sfavoriti e dopo delle difficoltà ci siamo messi a posto e abbiamo battuto tutti. Quando ho iniziato ad allenare ero molto giovane e allenavo ragazzi che avevano 7-8 anni più di me. Ora un po’ di differenza c’è. A volte fanno i loro viaggi sui social e su internet ma in campo fortunatamente il cellulare non c’è. Lì mi sento a casa mia e loro devono fare il massimo”.
Sul campo, il trainer si presenta come un osso duro: “Sono molto severo ed esigente. Ai ragazzi serve tutto, anche leggerezza. Noi come US Lecce abbiamo cambiato tante regole e preconcetti. C’erano dei ragazzi che arrivavano da altre parti del mondo e che non erano nemmeno abituati al ritiro, avevano una cultura calcistica diversa. Le regole che pretendo sono poche ma voglio che siano rispettate. Abbiamo fatto tanto per mettere i ragazzi a loro agio e ci siamo riusciti”.
Le convocazioni di undici calciatori della Primavera nel gruppo della prima squadra rappresentano altri riconoscimenti per il lavoro di Coppitelli: “Sono contento. Se i ragazzi hanno quest’opportunità vuol dire che abbiamo lavorato bene. Con Corvino lavorare non è rilassante diciamo (scherzosamente, ndr). E’ esigente, ma mi sono trovato molto bene. Condividiamo lo stesso spirito di lavoro”.
In conclusione, l’allenatore racconta dei retroscena della sua carriera: “Il mio sogno è quello di arrivare nel mio lavoro. A 31 anni ero vicino ad allenare una squadre di B poi ho sbagliato a scegliere: sono stato frettoloso. Ero a Torino e avevo nelle mani il Frosinone ma poi hanno cambiato idea e preso dalla fretta ho deciso di andare in C, all’Imolese. L’esperienza è durata poco e son dovuto ripartire da capo. Nella vita bisogna avere serenità, lavorare senza fretta”.









Sarà dura e faticosa la stagione ma siamo il Lecce e non molleremo Mai💛❤️
Se quest’anno confermerà (o quantomeno ci andasse vicino) quanto di buono (anzi, ottimo) fatto la stagione scorsa, non mancheranno le opportunità migliori per Mister Coppitelli per il suo futuro di allenatore, anche come prima squadra (anche se non necessariamente con Lecce, almeno nel breve). Ma non c’è fretta…