Fenucci: “Dalla Banca del Salento al calcio, grato per sempre a Semeraro”

L'amministratore delegato del Bologna, con un lungo passato nel Lecce delle famiglia Semeraro, ha concesso una lunga intervista al Corriere

PRIME PARTITE. “L’esordio? Fu Lecce-Sora. La settimana dopo c’era il derby contro il Casarano di un giovane Pantaleo Corvino, match sentito con i nostri tifosi che cantavano ‘ve bruciamo lu paese’, un po’ forte ma rendeva l’idea. Lavoravo alla Banca del Salento di Giovanni Semeraro, che aveva preso il Lecce nel 1995 e, scherzando ma non troppo, dicevo che ero l’unico a capirci qualcosa. Con il rapporto di fiducia che s’era creato, Semeraro e Moroni decisero di nominarmi ad della squadra. Per un periodo ho gestito il doppio incarico”.

VENTURA. “Due anni dopo, con un giovane Ventura in panchina, andammo in Serie A. Da lƬ mi sono dedicato solo al calcio: non fu una scelta facile. Racconto un aneddoto. All’inizio c’era lui in panchina e in riunione di lunedƬ parlavo di tattica con lui pari a pari, creandogli fastidi che ho scoperto solo dopo. Da lƬ capii che le parole con l’allenatore vanno soppesate”

RUOLO IN BANCA. “In banca ero una sorta di enfant prodige, mi occupavo di derivati che pochi ai tempi conoscevano bene: in Italia ero stato uno dei principali leader del settore. Lasciare la finanza per il calcio fu un azzardo”

MIMMO CATALDO. “Mi raccontava il calcio degli anni Ottanta, fatto di furbizie e scaltrezze. Aveva portato il Lecce per la prima volta in A, era un gigante. Quando arrivai era a fine carriera, ci aiutò. Un paio d’anni più tardi prendemmo Corvino come responsabile del settore giovanile, giĆ  s’intuivano le sue grandi doti di talent scout, dopo la retrocessione dalla A gli affidammo la direzione del club e furono anni bellissimi”.

DA ROMA A BOLOGNA. “Semeraro, cui sarò grato e legato per sempre, voleva uscire dal calcio. Mi domandò se volevo restare comunque con loro, ma in quel momento i Sensi stavano cedendo la Roma agli americani di Di Benedetto e fui contattato. Unicredit e i nuovi soci dovevano trovare l’intesa definitiva. Arrivai a luglio con la compagine societaria non chiara (..) La scelta di venire a Bologna non fu razionale, avevo un contratto a Roma ma c’erano dei rapporti interni complessi. A Bologna dissi sƬ per la voglia di fare un’esperienza diversa. Al primo incontro, Joey Saputo mi fece una bella impressione”.Ā 

BOLOGNA SOGNA L’EUROPA. “Noi dobbiamo solo pensare a battere il Torino alla ripresa del campionato e andare avanti partita per partita. Una risposta alla Thiago Motta? L’ambizione ĆØ far bene proponendo un calcio che faccia divertire, finora il lavoro di Motta ha prodotto grandi risultati in questo senso. Nel calcio ĆØ difficile avere crescite monotono, intendo a poco a poco ogni anno. Abbiamo rinforzato la squadra. prevedere dove arriveremo ĆØ un gioco che non mi piace”.

ARBITRI. “Bologna penalizzato dagli arbitri? A Torino l’intervento era necessario perchĆ© dopo 4 anni di Var non si poteva giustificare un errore simile, era un’indicazione forte al mondo arbitrale per migliorare i processi tra Var e campo. Lamentarsi degli arbitri per chiedere rispetto non ha senso e non porta niente. Poi le polemiche non finiranno mai”.

Redazione

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2 Commenti
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fede
2 anni fa

Giovanni Semeraro lungimirante……un altro grande Presidente della nostra storia calcistica

Commento da Facebook
2 anni fa

Però n’ha futtutu Ferguson LMT… che colpaccio sarebbe stato! 😢

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