CANNITO.Ā “Due ragazzi d’oro. In campo eccezionali, cattivi, grintosi. E fuori dal campo proprio bravi, bravi, bravi. Buoni, generosi. Michele poi, quando andavamo in trasferta e vedeva qualcuno in mezzo alla strada che chiedevaĀ l’elemosina, gli portava la birra e gli regalava un panino. Io e Ciro invece eravamo proprio legati, con le famiglie facevamo vacanze insieme. Sono arrivato a Lecce, che ero giovanissimo, quindi sono stato sempre sotto l’ala prospettiva di Michele, che ha dato qualcosa a tutti, soprattutto ha insegnato a tanti ragazzi leccesi, come Maragliulo, Luperto e Bruno che cos’ĆØ la grinta”.
MICELI.Ā “Michele dava l’anima in campo, era uno carismatico, che ti trasmetteva quella voglia di dare il massimo. Cara era un pochino scontroso, però anche lui dava l’anima in campo. Lorusso ogni tanto ti faceva qualche scherzo, ti dava quelle battute col suo accento, assieme magari a Loprieno, entrambi baresi, che infondeva quel tasso di allegria, che in una squadra al mondo d’oggi forse ĆØ raro trovare. Ciro era napoletano, s’incazzava facilmente, però anche lui era un buono di cuore: magari in quel momento si arrabbiava, ma poi dopo ti faceva la battuta simpatica”.
PACIOCCO.Ā “Erano in simbiosi, si compensavano, a volte l’uno calmava l’altro e viceversa. Ricordo quando ero appena arrivato a Lecce, venivo dal Milan, dormivo in camera con Lorusso, ricordo che fosse una persona di carisma. Aveva giĆ capito il mio carattere focoso, mi aveva conosciuto perchĆ© avevo giĆ bisticciato al primo giorno di allenamento con Stefano Di Chiara, perchĆ© durante una partitella mi fece un’entrate e io ceci capire che non la facevo passare. Ricordo che Michele mi disse: Ā«Se continui cosƬ, non avrai problemi a Lecce. PerchĆØ qui vogliono solo giocatori con ilĀ cuoreĀ». E io ho fatto quello che mi aveva consigliato: onorare la maglia”.









Ero a Milano per lavoro, quando giunse la notizia restammo in silenzio assoluto per oltre dieci minuti nell’ufficio dove lavoravo e dove c’erano diversi salentini. Eravamo increduli addolorati, un destino amaro si portò via due ragazzi giovani e bravi.
Sono trascorsi 40 anni.
Ma rimarranno sempre nei nostri cuori
Intitolare lo stadio di via del mare a Lorusso e Pezzellla no vero?? Due colonne della difesa del Lecce che dovrebbe dargli un riconoscimento
Indimenticabili
Michele Lorusso grande amico mio. Giocava con me al campo meraviglioso dove hanno costruito la scuola di via Bottego di bari. Io abitavo lƬ e lui veniva a casa mia e andavamo insieme a giocare. Poi ĆØ andato a Lecce e ogni tanto ci si vedeva. Un ottimo giocatore come il povero Pezzella. Ciao Michele riposa in pace. NB;; non era l’unico barese amato dai leccesi. C’era anche il.compianto Nicola Loprieno, con il quale ho giocato tante volte contro al di Cagno abbrescia, campo della curia e dove si pagava per giocare.
Abitava lƬ vicino alle case popolari di Bari, con i vari fratelli de zio, e tanti altri bravi ragazzi che hanno giocato in serie b. Uno stopper eccezionale. Anche Chimenti della iuve e Palermo giocava spesso con noi.
Lorusso in auto, in autostrada doveva caricare Pezzella, credo per raggiungere Varese, poi la disgrazia.
da barese devo dire che erano ottimi difensore ā¤ļøš¤
Michele sempre nel mio cuore due anni insieme nel Venosa dove riposa.šššš
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ECCOME NON RICORDARSENE IO LAVORO IN CARROZZERIA PROPRIO DI FRONTE UNIONE SPORTIVA LECCE VENIVA SPESSO ASSIEME A MAHER DIFENSORE DEL LECCE E PIU DI UNA VOLTA MI DIEDE DEI BIGLIETTI PER LO STADIO E MI RICORDO A UNA DOMANDA DEL MIO DATORE DI LAVORO UCCIO MARITATI DOMENICA NON GLI FACCIO PRENDERE UNA PALLA SI RIFERIVA A PELLIZZARO NUMERO 11 DEL BARI E COSĆ FU GRANDE MICHELE