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QdP – Falcone: “Grazie a Trinchera. Nazionale? Non ci penso”

L'estremo difensore giallorosso è stato ospite nella redazione del Nuovo Quotidiano di Puglia per parlare del suo momento magico

LA TRATTATIVA. “Volevo tornare al Lecce, non ho mai avuto dubbi. Anche quando la Samp mi ha riscattato ho sempre sperato di poter indossare nuovamente la maglia giallorossa. A me piace moltissimo la città: la vivo bene sin dal primo giorno in cui sono arrivato, sento il calore della gente, in più apprezzo anche il cibo. Inoltre ho la fortuna di abitare in centro e di conseguenza vivo a tutto tondo la città. Per non parlare poi del clima… fino a poche settimane fa andavamo ancora in giro con le t-shirt a maniche corte”.
L’ARRIVO A LECCE. Devo ringraziare Trinchera perchè mi ha dato sempre fiducia. A dire la verità lui mi voleva già nell’anno della B solo che c’era Gabriel per cui mi disse “se il prossimo anno Gabriel andrà via farò di tutto per portarti al Lecce”. Io, chiaramente, gli avevo dato subito la disponibilità. Il direttore è stato di parola, ricordo di aver ricevuto la sua telefonata all’indomani della promozione in serie A e mi disse: “Wladimiro, Gabriel ha deciso di andare via per cui ti vogliamo al Lecce. Dissi subito di sì perché Lecce è una piazza importante e poi perché con Trinchera avevo già lavorato bene a Cosenza. Non potevo fare scelta migliore, il Lecce mi ha dato l’opportunità di giocare titolare in serie A e di dimostrare il mio valore, quindi sarò per sempre grato a questa società”.
IDOLI. Il mio idolo da piccolo era Totti, mi sono sempre ispirato a lui quando mi capitava di giocare sotto casa con i miei amici. Posso dire che durante gli allenamenti con i portieri capitano delle situazioni per certi versi simili e ogni tanto mi capita di far gol. E comunque, a pensarci bene, è una cosa che aiuta perché se ti trovi lì, in area di rigore all’ultimo secondo e che stai perdendo, magari ti riesce di fare ciò che ho fatto io col Bologna. Nel calcio serve un po’ tutto. Per quanto riguarda i l mio icolo in porta è sempre stato Buffon. Ma mi piace tantissimo Courtois del Real Madrid, mi ispiro a lui”.
IL RIGORE. “Devo essere sincero, me lo sentivo. Nei minuti finali speravo arrivasse una palla inattiva in zona d’attacco per noi perché sentivo di poter essere utile alla squadra. Lo giuro. Quando l’arbitro ha concesso il calcio d’angolo ho rivolto lo sguardo verso la nostra panchina solo che in quel momento il mister guardava da un’altra parte. Ho visto però Gigi Sassanelli, il preparatore dei portieri, che si è alzato e da lontano mi ha fatto cenno di andare. A quel punto ho incrociato lo sguardo di mister D’Aversa e per paura che mi potesse fermare ho abbassato lo sguardo e sono andato di corsa verso l’area del Bologna. Il resto ormai è storia”
EUROPEO. “Devo essere sincero, non ci sto pensando. So che ci sono portieri che probabilmente meritano più di me. Poi c’è Di Gregorio che sta facendo benissimo e sono contento per lui”.
IL MOMENTO. “Sì, quest’anno siamo partiti decisamente meglio. Secondo me la squadra è anche più forte, senza nulla togliere al gruppo dell’anno scorso, l’organico è più ampio e di conseguenza abbiamo più cambi. Speriamo di chiudere il girone di andata almeno con 23 punti e nel girone di ritorno ci auguriamo di conquistare al più presto i punti che servono per la salvezza”
LA CANZONE DI MORELLI. “Sapevo che stavano preparando una canzone per me, non sapevo però che nel video ci sarebbero stati anche Baschirotto e Strefezza. È stata una bellissima sorpresa, molto gradita. Quando ho visto per la prima volta il video mi sono fatto una risata e subito dopo ho mandato un messaggio ad entrambi”.
VERDONE. “Una mia zia, sorella di mia nonna, ha una agenzia cinematografica molto conosciuta a Roma. Quando serviva la presenza di bambini mi chiamavano spesso per andare sul set anche se io ho sempre detto che era una cosa che non mi piaceva fare se non per non andare a scuola. Il motivo? Mi dovevo svegliare presto e poi mi toccava aspettare ore e ore prima di girare la scena. So però che il cinema paga bene e alla mia famiglia servivano quei soldi per cui lo facevo. Però quante gliene ho dette a mia madre. Verdone? L’ho rivisto dopo venti anni ma solo di sfuggita. Mi piacerebbe incontrarlo anche perché è un mio idolo”.
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Alessandro
Alessandro
2 mesi fa

Avanti Vladimiro …..avanti Lecceeeeeee

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2 mesi fa

Vaffanc…lo la Nazionale… è meglio che ce lo teniamo noi caro caro.

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2 mesi fa

Principe wlad impaliamoceli tutti

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2 mesi fa

Se sei nel Lecce,in nazionale non ci vai.

Lupo Alberto
Lupo Alberto
2 mesi fa

Falcone prenditi la scena a San Siro abbassando la saracinesca…..una visibilità che ti farà fare il salto di qualità …..forza 💪💕 Lecce

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