Bisogna ammetterlo, nella prima parte di stagione il Lecce ha frequentato alberghi non esattamente adatti alle proprie tasche, con compagnie ben più “spendaccione”. Il punto è che ci si trovava molto molto bene, dimostrando dapprima di esserne pienamente all’altezza se non superiore, poi di potersi giostrare a testa alta. Ora è tornato in contesti più consoni ai propri obiettivi, alle proprie casse. Sì, ma che peccato.
E’ un vero peccato perché, abbandonando la metafora turistica e tornando sul calcio, il Lecce avrebbe fatto davvero tanto per poter disputare un campionato tranquillo. Non da zona Conference League certo, per i voli pindarici rivolgersi altrove, ma di certo c’erano tutti gli ingredienti per una salvezza tranquilla come non avveniva da decenni. E le prestazioni singole lo avrebbero anche meritato.
Gara dopo gara, il Lecce ha iniziato a fare i conti con situazioni in cui ha raccolto molto meno del seminato fin quando la situazione, quella attuale, non si è fatta inevitabilmente pesante. Definire diversamente lo score di una sola vittoria in diciassette giornate è impossibile, nonostante sia certo ingiusto negare che quanto prodotto sia rilevante ed avrebbe davvero molto stesso meritato esiti diversi. Da Torino a Genova, passando per le partite con Sassuolo, Roma, Milan, Verona, Empoli, Atalanta, Lazio e Cagliari: i punti lasciati per strada sono davvero tanti ed assumono i connotati dell’immane spreco.
Concentrarsi su questo aspetto, su ciò che poteva essere e non è, può essere uno spreco di energie. Meglio focalizzarsi su una lotta salvezza, su una necessità di combattere alla quale il Lecce in Serie A è biologicamente abituato. Un briciolo di amarezza è però giusto portarsela dietro, perché se il credito iniziale ci ha permesso di non galleggiare oggi sul fondo della classifica “perdonando” tutto questo spreco, ripetersi in negativo ora che arriveranno le fantomatiche “finali” che tanto avremmo voluto evitare no, giocare un’ora e sprecare tutto il raccolto nell’ultima parte di gara sarebbe fatale. Ed il Lecce non può permetterselo, non dopo una metà di stagione così.









Scusa 4 3 1 2.
D’Aversa se vuoi vincere devi giocare con il 4 4 1 2 con Krstovic e Piccoli insieme vicino avanti farlo sulla parte sx specialmente in area due colpitori di testa come loro alti come sono. Centrocampo di giocatori che corrono con il cervello è che tirano da fuori area. Quando vedi che il centrocampo scende di tono cambi subito è dagli l’incitazione cerca di caricare i tuoi giocatori. Non stare lì come un ghiaccio. Speriamo di non subire perché non voglio vederti seduto come se ti ARRENDI.
Siete una squadra di polletti
E tu si nu cchillu
Venerdì sera serve gente che lotta in campo e gente che canta sugli spalti! Sveglia muerti!
Specialmente dri 4 cadaveri ultras cu dre canzuni te osteria te l’angiulinu! Dai non si può serntire arcu te pratu allo stadio, non che non sia bella il problema è che non si sente..gli UL quando cantano non si entono neanche ai lati della curva nord stessa! Forza Lecce
Lottare fino alla fine per i 95 minuti prendete esempio dal genova ,che bisogna sudare la maglia e tirare in porta per fare gol!
Dai Lecce’ dai io credo in voi
Tutto il Salento allo stadio venerdì.
Adesso si vedono i veri tifosi, serve tutto il popolo Salentino che spinga i ragazzi alla Vittoria fargli capire che siamo un grande popolo e che nei momenti difficili ci siamo 🟡🔴🟡🔴🟡🔴🟡🔴🟡
Oggi più che mai tutti allo stadio venerdì serve il record di spettatori per dare un segnale alla squadra, avanti Salento 💛❤.
Si continua con D’Aversa…. Quindi si continua la discesa verso la B. Il Verona con un terzo di squadra ci ha preso, questo la dice lunga quanto siamo scarsi.
Giocatori da serie C provenienti da campionati sconosciuti…
#DAVERSAVATTENE