SALVEZZA.Ā “La bagarre per non retrocedere ĆØ destinata a durare fino all’ultima giornata. Ormai ĆØ cosƬ in ogni stagione perchĆ© di rado ci sono formazioni nettamente al di sotto delle altre. Ogni squadra ha alti e bassi, alternando buoni momenti ad altri difficili ed infatti la classifica ĆØ corta. Ci sono sei squadre in due punti a sgomitare per il terz’ultimo posto, ma non possiamo considerare out nĆ© il Sassuolo nĆ© la Salernitana”.
GIUDIZIO LECCE. “L’ho visto in tv più volte e mi ha quasi sempre fatto una buona impressione. Ha un gruppo ed uno spirito solidi tant’ĆØ che si esprime bene, non avendo paura di giocare. Ha poi steccato pochissime volte ed in diverse occasioni avrebbe meritato di più, anche con grandi squadre come Roma, Atalanta e Lazio”.
RICETTA.Ā “Difficile dire chi si salverĆ . Molto dipenderĆ dalla capacitĆ di gestire nella maniera migliore gli scontri diretti. Per le squadre pericolanti sono le sfide più complicate perchĆ© sono quelle nelle quali ci si aspetta di fare punti e proprio per questo le pressioni crescono a dismisura. Mantenere nervi saldi e luciditĆ nelle partite con le altre compagini in lizza per la permanenza ĆØ fondamentale”.
DOMENICA.Ā “La posta in palio sarĆ enorme, vincere vorrebbe dire fare un bel balzo in avanti, oltre all’iniezione di fiducia che ne consegue. Il Lecce avrĆ dalla sua il fatto di giocare in uno stadio che dĆ grandissima spinta. Ma occhio al Verona, squadra che in tanti davano per spacciata e che fa benissimo in contropiede”.
PASSATO.Ā “Nel 1997/98 accettai di guidare il Lecce in A, fortemente voluto dal direttore sportivo Pavone che però si dimise molto presto. Poco dopo decisi di seguire il suo esempio, ma quella che fu una mia scelta fu fatta passare come un esonero. Dopo alcune settimane mi fu chiesto di tornare, tuttavia non c’erano le condizioni per farlo. A Verona invece vinsi il campionato cadetto 1998/99 per poi ottenere un ottimo nono posto la stagione seguente”.
CORVINO.Ā “Ho collaborato con lui per cinque anni a Firenze. E’ un professionista di prim’ordine ed ĆØ abilissimo a scovare calciatori dalle indubbie potenzialitĆ per poi lanciarli anche ai massimi livelli”.









Cambiare allenatore ora ĆØ come fare harakiri. Certo ĆØ che se col Verona si perde, cosa da non escludere, la societĆ dovrĆ fare mente locale e prendere una decisione dolorosa ma inevitabile ed ĆØ quella di un cambio di rotta. AhimĆØ l’esito finale spetta alla dea bendata sempre che il Caronte di turno abbia l’abilitĆ di condurre il Lecce verso la salvezza.
purtroppo ci sono allenatori buoni solo per salire dalla B alla A (come Inzaghi), poi ci sono quelli buoni per salvarsi (Nicola), infine ci sono quelli che ti portano direttamente in B (DāAversa).
Fino a poco tempo fa D’Aversa riceveva elogi da parte degli allenatori avversari, addetti ai lavori, tifosi…
Al primo calo di rendimento (che prima o poi hanno tutte le squadre) bisogna esonerarlo per non andare in B.
Vorrei ricordare a tutti che le stesse critiche venivano fatte l’anno scorso a Baroni. E vorrei ricordare anche quello che ĆØ successo alla Salernitana che di allenatori ne ha cambiati due!
Il dovere del vero tifoso nei momenti di difficoltĆ ĆØ quello di incitare e spronare la squadra. Quando qualcuno vi ingaggerĆ come direttore sportivo potrete esonerare chi vi pare. Fino a quel momento finitela di rompere le scatole e cercate di fare i tifosi!
Mi sarei aspettato qualche domanda più tecnica da chi ha fatto l’intervista ma probabilmente gli ĆØ sfuggita. Si poteva tranquillamente chiedere un parere tecnico tattico a Prandelli di come vede il 433 attuato da Daversa, se si potrebbe spostare il baricentro della squadra o meno, se converrebbe alternare il modulo di gioco, tipo per i primi 20-25 minuti sia del primo tempo che del secondo con il 433 e i restanti con un assetto completamente diverso. ecc ecc.
Mo me lo segno
Va immediatamente D AVERSA o si retrocede in B.
Moi nu dici ciuccio barese? E porti puri sfiga
Gli sembra che noi seguiamo il basket.
Poche volte ha steccatoššš
Questa e’ gente che fuma “roba” di altissima qualitĆ
Poche volte? Speriamo di non steccare ancora