LA SALVEZZA NEL 2011. “Conservo dei ricordi meravigliosi, con un misto di ragazzi capaci di esprimere il meglio, un misto di giocatori presi in prestito quando ci si stava avviando una sorta di ridimensionamento e gente contrattualizzata che formava un bel gruppo umano, ragazzi che volevano salvarsi che si muovevano sulla linea dell’allenatore, in un campionato molto duro. Ci fu l’esplosione di Bertolacci, un grande Giacomazzi, i tanti gol di Di Michele, una buona impostazione difensiva, ragazzi splendidi dal punto di vista umano e caratteriale”.
SOMIGLIANZE. “Questo Lecce di D’Aversa prima e Gotti poi è partito benissimo, ha accusato qualche momento di difficoltà con qualcosa che non funzionava in zona gola. Poi quel maledetto episodio che è costato il posto a D’Aversa. Gotti mi somiglia sotto il profilo umano ma anche su quello tecnico”.
LANCIO. “Se resta, come pare, può essere il lancio definitivo per la sua carriera, grazie alla filosofia societaria di questo Lecce. Una società che mi pare possa muoversi sulla linea dell’Atalanta per grandi prospettive. Questo Lecce è ormai un modello sotto l’aspetto economico e tecnico. La compattezza della società, l’onestà intellettuale di Sticchi Damiani e la competenza di Corvino sono una garanzia per il futuro”.









Lo avevo detto anch’io a un gruppo di amici di Curva e se n’è accorto anche il diretto interessato: flessibilità tattica e ottimizzazione del “materiale” disponibile. De Canio era un sergente di ferro che pretendeva gli si desse del “lei” e chiamava i giocatori per cognome, come a scuola. Gotti sembra più empatico e speriamo riesca a portare a lungo termine ciò che al mister dei Sassi non è stato concesso per situazioni non di campo.
Cavasin abbande
É’ vero, noto tante similitudini
Perché non allena più? Con una squadra pessima aveva ottenuto risultati