Il pagellone finale: i centrocampisti. Ramadani lottatore, Blin la garanzia

I nostri voti sulla stagione dei protagonisti in casa Lecce: da Oudin e Kaba sprazzi decisivi (l'uno) e promettenti (l'altro). Gonzalez e Berisha possono crescere tanto

Ramadani 7 – Quando il portiere sbaglia è gol preso, quando la punta sbaglia sono imprecazioni, ma le pressioni di questi due ruoli erano nulla in confronto a chi era chiamato a prendere il posto del biondissimo giocatore di più grande prospettiva passato da Lecce negli ultimi 12 anni. E possiamo dire che l’albanese è promosso a testa alta, non riuscendo sì (era onestamente chiedergli troppo) ad esprimersi su certi livelli ma mettendoci impegno e sacrificio fondamentali per l’equilibrio della squadra. A lungo equilibratore di un undici sbilanciatissimo, con l’apporto di Blin e Gotti ha ri-superato gli affanni (34 presenze, 1 gol. Media voto 5,79)

Blin 7 – Il capitano (gradi portati in modo impeccabile) sboccia in primavera, e quest’anno non ha fatto eccezioni. Come sempre parte dietro nelle gerarchie, chiamato in causa soprattutto a gara in corso ed in più ruoli, dando risposte positive ed attendendo il suo momento. Che è arrivato con il cambio di modulo ed il passaggio a quella mediana a due che ha esaltato sia lui che Ramadani dando vigore a tutta la fase difensiva (31 presenze, 1 gol. Media voto 5,91)

Oudin 7 – Già jolly offensivo di D’Aversa, il cui inserimento lo ha visto esaltarsi soprattutto nei continui passaggi dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Sulla trequarti le sue abilità al tiro (miglior realizzatore dopo le due punte centrali) ed alla rifinitura si esaltano, mentre fatica di più quando c’è da correre sulla fascia o a dar man forte ai mediani. Anche grazie a Sottil si è sbloccato sui calci da fermo, possibilità che si aggiunge a quella dei cross da corner è punizione: lì c’è davvero un Lecce con Oudin ed un Lecce senza (31 presenze, 3 gol. Media voto 6,92)

Gonzalez 6,5 – Chiamarlo passo indietro rispetto alla passata stagione sarebbe forse ingeneroso, visto che comunque il calo sia di utilizzo che di qualità nelle prestazioni è stato non così dirompente e quasi fisiologico. Raramente non all’altezza, gli exploit sono andati diminuendo ma di buono c’è una continuità di utilità alla causa che raramente è mancata. Spostato un po’ ovunque (almeno quattro i ruoli rivestiti), deve ancora decidere cosa fare da grande con il tempo fortunatamente dalla sua parte (29 presenze, 1 gol. Media voto 6)

Kaba 6,5 – E’ stato tra le scommesse del mercato estivo e, giunto tra grande curiosità, si è approcciato bene per poi iniziare a zoppicare. E non metaforicamente, visto che la pubalgia ne ha compromesso le prestazioni inducendo D’Aversa a farlo riposare quando non si poteva più rischiare. Dopo l’infortunio è tornato un altro Kaba, capace di mostrare tutt’altri dinamismo e qualità e di farsi apprezzare (esclusa efficacia davanti la porta avversaria, con 2-3 errori clamorosi) fino al brutto infortunio che ne ha chiuso anzitempo la stagione (23 presenze, 0 gol. Media voto 6,07)

Rafia 6 – Dopo i Primavera, era quello chiamato al “salto” più lungo, all’esordio in Serie A dopo le buone cose mostrate due categorie più giù. E D’Aversa non ci ha pensato su due volte a lanciarlo con un ruolo centralissimo nel suo 4-3-3, per poi alternarsi a Oudin nei panni di mezzala offensiva. La magia di Firenze aveva fatto ben sperare, poi fuori dai radar e di nuovo a galla, come molti dei compagni, grazie alla cura Gotti che ne ha fatto vedere le qualità anche in regia (28 presenze, 1 gol. Media voto 5,73)

Berisha 6,5 – In campo solo a match conclusi o che nulla avevano da chiedere, dunque impossibile premiare oltre la sua strepitosa media voto. Il giovane albanese ha però sempre dimostrato di essere quantomeno all’altezza di poter dare una mano alla squadra, e forse con più coraggio lo si sarebbe potuto vedere protagonista già ai primi cali collettivi in autunno. Coraggio, tecnica, visione: presto per dire quanto potrà essere protagonista, ma di certo si è meritato un pass per una maggiore fiducia nell’anno a venire (6 presenze, 0 gol. Media voto 6,42)

Qui i voti ai difensori.

Qui i voti ai portieri.

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RosarioBiondonelcuore
RosarioBiondonelcuore
1 anno fa

Ramadani e Blin un muro davanti alla difesa. Con l’arrivo di Gotti Ramadani ha potuto provare più sortite offensive dimostrando che oltre i polmoni ha anche dei piedi discreti. Era l’ acquisto più conosciuto e di esperienza fatto per sostituire il capitano Hjulmand, ed al netto né è uscito abbastanza bene. L’ albanese ha mille polmoni e tantissima grinta, purtroppo nn ha nei suoi numeri i lanci o gli assist perfetti del biondo danese, ma ha comunque disputato un ottimo campionato ed il gol in casa contro il Frosinone vale 6 punti. Blin nn mi sorprende più, gli manca solo il portiere ed il terzino come ruolo ed ha fatto tutto. Gotti appena arrivato si crea la sua confort zone affidandogli le chiavi del centrocampo e lui da grande capitano ed ottimo guerriero mette giù delle prestazioni da salvezza dimostrando che in A ci può stare abbondantemente. Kaba è l’ ennesima magia, un altro coniglio tirato fuori dall’ interminabile cilindro del mago Corvino. Un centrocampista moderno, box top box , come piace chiamarli oggi, che unisce buona tecnica ad ottima grinta in fase difensiva. Se fosse più prolifico in zona gol sarebbe l’apoteosi. Mi ha convinto da subito tanto da averlo soprannominato Black Panther. Gonzalez per assurdo l’ ho trovato più maturo e duttile e quindi più efficace quest’ anno rispetto allo scorso campionato. Gioca con più tranquillità e consapevolezza dei propri mezzi soprattutto in virtù della sua giovanissima età. Oudin merita il numero 10 sulle spalle. Dopo la partenza di Hjulmand e soprattutto Strefezza resta l’ unico dai piedi buoni.
Quello dall’ ultimo assist o dai miracoli su calcio da fermo, e su questo anche nel campionato appena concluso ha dimostrato di esserci. Tecnicamente è quello che sa giocare a calcio, peccato per la sua lentezza a volte irritante e per la sua discontinuità. Ma comunque ha disputato un ottimo campionato. Berisha è l’ elemento proveniente dalla primavera più forte tecnicamente. Anche lui è il classico 10 trequartista, ma per esigenze tecniche lo abbiamo visto mediano dimostrando un adattamento ed una disciplina tattica notevolissima per un ragazzo così giovane. È quello che più di tutti può diventare un vero top player. Rafia a centrocampo è quello che mi ha deluso totalmente e di più. Spesso fuori fase, in ritardo nei contrasti ed impreciso nei passaggi ( ed è questo che mi preoccupa visto che nasce anche lui come trequartista o centrocampista offensivo). A piccoli sprazzi ha fatto vedere qualcosina di buono, per poi eclissarsi nuovamente. Per il mio modesto avviso uno di quelli , insieme a Venuti, Almqvist per certi versi Sansone che ha tradito le mie aspettative iniziali.

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