Santiago Pierotti è sceso in campo in 10 partite su 11 in questo campionato. A Bologna, per la prima volta, è rimasto in campo dall’inizio alla fine sulla fascia destra. La titolarità dello stadio Dall’Ara fa idealmente il bis con lo schieramento dall’inizio di Napoli-Lecce 1-0. Il minutaggio in crescita del 23enne acquistato lo scorso gennaio dal Colon è figlio di una fiducia crescente riposta in lui da Luca Gotti. L’allenatore lo ha confermato nella sala stampa dello stadio bolognese tanto da rivelare di aver scelto di schierare Dorgu al centro della trequarti proprio per non rinunciare all’energia dell’argentino.
In questo campionato, però, Pierotti non ha ancora trovato uno strappo vincente, sia nei subingressi sia in queste ultime due gare. Dall’altra parte, il suo dinamismo ha giovato alla fase di copertura, quando c’era da raddoppiare. Pierotti è un calciatore che non si risparmia e anche a Bologna si è visto uno spirito di sacrificio che forse è costato anche qualche ripiegamento in meno, ovviamente causa stanchezza e non errore tecnico, nelle fasi cruciali del match vinto dai felsinei grazie all’inzuccata di Orsolini su cross di Miranda partito dalla sinistra.
Pierotti, ormai una costante del Lecce 2024/2025, non ha ancora però inciso offensivamente in un attacco che oggettivamente soffre. La partita con l’Empoli di venerdì al Via del Mare gli porterà alla memoria la prima azione decisiva da calciatore del Lecce. Contro gli azzurri toscani, il 13 aprile scorso, Pierotti saccheggiò palla a Walukiewicz nel finale e regalò l’assist per uno dei gol più facili segnati in carriera da Sansone. L’episodio segnò una partita ormai ben incanalata verso lo 0-0 e avvicinò i giallorossi alla salvezza. Il ricordo potrebbe dare un pizzico di voglia in più. Pierotti e il Lecce hanno bisogno di gol e gioie.









Cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia. Gotti è nel pallone non sa più cosa fare e quasi tutti i nuovi acquisti, con Morente in testa, cercano di non farsi riconoscere camminando per Lecce. In 21.000 abbiamo creduto che, con i maggiori introiti avremmo avuto una squadra degna di un Salento sempre presente, invece no, nomi mai sentiti ad indebolire una squadra già borderline lo scorso anno. Cosa c’è da fare? Sperare in errori delle nostre avversarie e attendere gennaio. Una curiosità, perchè Gotti ha fatto indietreggiare Dorgu? L’unico a sapere dov’è la porta avversaria.
Per quello che si è visto finora, il 433 sembra dare maggior equilibrio, si possono costruire due catene laterali forti fisicamente e veloci. Io, personalmente, penso che quest’anno occorrerebbe spostare Baschirotto a destra ed inserire un altro centrale (Jean, Pelmard o ricorrere al mercato), Gallo e Gaspard sono praticamente scelte obbligate, i tre centrocampisti più in palla sembrano, al momento, Coulibally, Ramadan e Rafia, davanti Dorgu, Kristovich, Banda. Occorrono idee, schemi, compiti tattici semplici chiari e tanta determinazione
Basta con le alchimie tattiche. I giocatori devono giocare nel loro ruolo. Provare nuove soluzioni non serve. L’unica cosa è provare nuovi interpreti utilizzando un ossatura specifica e costante. Ci sono undici ruoli e, a parte il portiere e i due centrali, gli altri sono variati, Non è normale. 4-1-4-1. con esterni di centrocampo alti e Ramadani vertice basso. Provare Rebic punta centrale, almeno all’inizio, come stimolo per Krstovic.
Aspettando Pierotti e tutte le altre “stelle”, torneremo, un giorno, in A (?)
Ma addu amu scire se liatu Dorgu e Falcone l autri in serie C potenu sciucare .Menu male però ca nde salvamu lo stessu de la prossima partita scindenu in campu li libri contabili ca quiddi su boni stannu a postu.
Giocatore privo di tecnica ed inadatto alla serie A. Non riesco proprio a capire come possa giocare titolare in questo campionato
… fosse solo lui inadatto…
Pianto……un pianto di calciatore…..
metti qualche puntino in piu nei prossimi commenti cosi fa piu effetto
Secondo me Pierotti è un buon giocatore per la fase offensiva, deve migliorare anche lui però nella fase conclusiva.