Palla lunga scodellata dal compagno, presa di posizione da bomber, pallone perfettamente impattato e piazzato di pura classe a beffare il portiere avversario, il tutto sotto il settore ospiti del Tardino. Scrivi Javier Ernesto Chevanton, leggi Nikola Krstovic. Nel 2011 come lo scorso venerdì, è questo il parallelismo clamoroso tra il recente successo dei ragazzi di Giampaolo e quello che il Lecce firmò oltre un decennio fa, nella più recente vittoria giallorossa a Parma in Serie A prima del blitz dell’ultimo turno.
Era quello il Lecce di Gigi De Canio, affamato di punti che diverranno poi salvezza sudata e meritata. In quel match valido per il ventitreesimo turno, vera e propria sfida salvezza, gli ospiti resistettero a lungo grazie ad un prodigioso Rosati ed all’imprecisione degli avanti ducali. Poi, in pieno recupero, invenzione di Olivera per la testa di Chevanton che, da posizione quasi impossibile, trova il guizzo mandando di testa all’angolino. Tutto importante, tutto bellissimo, come sull’asse Helgason-Krstovic. E la speranza è che anche questa volta possano essere tre punti da salvezza.








