Tutto pronto per l’inizio della conferenza stampa.
Prende parola il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani.
“Volevo fare il punto sullo stato di salute del club, parlando soprattutto di numeri, debiti, verità. Chiedetemi pure tutto su qualsiasi cosa non sono chiaro, la nostra trasparenza è massima. C’è quest’idea che si dà un messaggio e se ne cela un altro, cosa sbagliatissima. C’è con me Tamborrino del collegio sindacale che potrà riprendermi se dico qualche inesattezza”.
“Parto dall’aspetto economico, per chi vede il calcio in modo più romantico, cosa alla quale tengo tantissimo, ci sarà anche lo spazio in coda. Partiamo dall’operazione Dorgu che ha i caratteri della straordinarietà. E’ la nostra cessione record ed avviene nel nostro momento di grandissima salute economica. Qualcuno ha voluto parlare di criticità, che ci sono state ma in passato con il Covid sul cui risanamento tornerò dopo. Non era un’operazione prevista, non è stata fatta per colmare criticità del passato. Ci porta ricchezza sotto tutti i punti di vista e possibilità di fare investimenti tecnici e strutturali”.
“Più volte abbiamo detto che Dorgu non sarebbe partito a gennaio, ed ora spiego perché è accaduto il contrario. Poi è arrivato il Manchester United, che si è fatto sentire con noi e con l’entourage del ragazzo ricevendo da noi una risposta ufficiale che vi lascio qui, in cui dicevamo che non avevamo intenzione di lasciar partire Dorgu a gennaio. E non parlando di cifre, non chiedendo rilanci. Questo, anziché stoppare lo United, ha sortito l’effetto opposto. Il Manchester ha così insistito, noi abbiamo chiesto più volte di rinviare il tutto in estate, promettendo anche al giovane che non avrebbe perso l’opportunità. Anche per noi era uno step storico, solo volevamo farlo a luglio. Gli inglesi ci hanno comunicato la loro volontà, del club e del suo allenatore, di immediatezza. C’è stato un aut-aut, o adesso o mai più, dando questo messaggio anche allo stesso calciatore. Dorgu non si può giudicare, hai 20 anni e ti arriva il Manchester United con un’offerta del genere. L’insieme di questo fattori ci ha portato a pensare che dalla coerenza saremmo passati ad un impuntarsi stupido”.
“Ora parliamo del reinvestimento delle risorse. C’è preoccupazione che quest’introito vada ad un precedente risanamento frutto della retrocessione in B sommata ai due anni cadetti di Covid i quali ci hanno portato un -27. Calcio e Finanza ha fatto un articolo su un documento ufficiale, ma lo ha fatto nei giorni dell’addio di Dorgu. Questo per dire che il ripianamento del -27 sarebbe arrivato a prescindere dall’ultimo acquisto tramite tre plus di bilancio di fila. Quindi gli introiti di Dorgu vanno al di là del ripianamento”.
“Si è parlato di debiti, che io ho detto siano stati azzerati. Ed è una grande verità. Ci sono delle passività che vanno a bilancio, come la svalutazione dei calciatori, che però non sono soldi che devi a qualcuno. Semplicemente influiscono su quel -27 che ripiani con tre bilanci positivi di fila, come stiamo facendo a prescindere dalla plusvalenza di Dorgu. Ora, questo non vuol dire che il giorno dopo aver acquistato Dorgu buttiamo 30 milioni sul mercato, non è così che fa il Lecce. Noi dobbiamo continuare a prendere giocatori a 2 per formarli, andando ovviamente ad accrescere l’aspetto delle possibilità”.
“Un altro aspetto: nessuno dei soci ha mai preso 1 euro. Abbiamo investito 26 milioni per la nostra scalata, cosa che ha fatto anche il Napoli investendo e poi dando sostenibilità ad una società strutturata. E’ così che un certo tipo di società fanno calcio. Noi abbiamo fatto un regalo al territorio, investendo soldi privati che qui non è facile reperire. Le aziende locali come sponsor tramite Confindustria sono riuscite a sommare 27mila euro, quest’anno la Camera di Commercio ha provato a fare lo stesso per acquistare uno skybox da 50mila euro tramite aziende locali e non ci è riuscita. Noi invece abbiamo investito 26 milioni nel Lecce, facendo una scalata che non è scontata. C’è chi ha speso 70 milioni ed è ancora in C. Sostenibilità non vuol dire che non si investe, ma che si generano ricavi reinvestiti”.
“Il tifoso non c’entra nulla, perché girano numeri a casaccio. Ad esempio sugli innesti. Parliamo di cifre reali che entrano nel club, per Pongracic sono entrati 10 milioni e per Gendrey poco più di 6. Si riduce di parecchio. Grazie al lavoro dei direttori abbiamo fatto cessioni importanti, incassando escluso Dorgu 40 milioni effettivi, spendendone 42. Però io so che quei 42 diventeranno 200. Il tifoso sbaglia perché ha numeri sbagliati, c’è chi dice dice che ci mettiamo i soldi in tasca. Affrontiamo questo tema, perché ai tempi di Semeraro si ruppe tutto dicendo che se li intascavano anche se avevano in realtà perso 100 milioni. Il tifoso può stare tranquillo, i soldi di Dorgu verranno reinvestiti. E’ un tema che verrà sgomberato. Abbiamo fatto un accordo con l’Ordine dei commercialisti e metteremo a disposizione un professionista per ogni curiosità che i tifosi possano avere”.
“Dorgu verrà pagato in 5 anni, perché anche i grandi club come il Manchester United chiede le rateizzazioni. Quindi noi ora ci troviamo a giocare un campionato sudatissimo, è una bella stagione, sono carico in questo momento storico. Dobbiamo stare tutti uniti, guardare a Parma quanto abbiano inciso i tifosi”.
“Io credo che sul mercato le abbiamo provate tutte. Io credo che abbiamo fatto un mercato da Lecce, spendendo 2 milioni per giocatori validi. Magari se lo stesso giocatore viene pagato 8 il tifoso è contento. Pensate a Pierotti, lo scorso anno si diceva non avessimo fatto abbastanza perché avevamo acquistato lui a 1,2 milioni. Se oggi me lo chiedono a 8 milioni io non lo do, quindi credo che per quelle che sono le nostre possibilità e caratteristiche il Lecce provi sempre a fare il massimo”.
“Ovviamente siamo in piena regola anche con i rapporti con il fisco. Sui costi delle cessioni sono tanti gli aspetti ad influire ed è giusto parlarne. Prendiamo ad esempio Gendrey, perché giocatori così li puoi avere a zero come fatto da noi se poi fai degli accordi come riconoscere percentuali future al club che te lo cede ma anche agli intermediari che possono aver favorito la trattativa. Sono tanti gli aspetti da prendere in considerazione. Poi non dimentichiamo che ci troviamo in una Serie A complicatissima, con di fronte club che investono cifre importanti come Como, Parma e non solo. Non dimentichiamo che si è parlato tanto di fair play finanziario, un tetto che noi ci siamo auto imposti perché è importante per stare in salute come club”.
“Siamo stati criticati perché parliamo del centro sportivo magari dopo una sconfitta. Non dobbiamo farci trascinare dal risultato del momento, un club come il nostro deve convivere con la sconfitta. Non dobbiamo fermarci all’oggi, serve visione a lungo termine. Non so perché il centro sportivo sia stato preso in antipatia da alcuni, io non mi stancherò mai di sottolineare invece l’importanza di alcune cose perché sono sintomo di salute e lungimiranza. Il centro sportivo ti porta meno infortuni, quindi punti. E’ importante e non dobbiamo farci prendere troppo dalle difficoltà del momento”.
Parola adesso al direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino.
“Faccio qualche premessa, doverosa e sentita. Siamo partiti con l’obiettivo di azzerare la posizione debitoria del club, poi va resa la società sostenibile. Meriti al club, poi c’era da mettere in atto quello che si auspicava. Devo essere sincero, non è stato facile. Rinunciai a due anni e mezzo di contratto per tornare nella mia città, sollecitato da Saverio. C’era da tornare in Serie A e rendere sostenibile un’azienda. Accettare questa sfida valeva per me tanto, anche se sapevo sarebbe stato difficilissimo”.
“Abbiamo azzerato i debiti, siamo saliti in A e ci siamo salvati. Il presidente ha detto che abbiamo incassato 40 e speso 42, e così detto sembra che il club ci abbia dato 42 milioni da spendere, così. E’ invece tutta benzina che ci siamo creati da solo, partendo con quel pochissimo delle cessioni di Falco e Petriccione e crescendo sempre, da Coda preso a zero e venduto a 1.5 milioni e così via. Abbiamo investito ciò che abbiamo creato. Poi a Lecce le plusvalenze stanno diventando un problema. Finché nessuno vuole i tuoi giocatori va tutto bene, quando compri a zero o a poco perché non puoi fare diversamente e poi rivendi un giocatore valutato non va bene. Nelle pagelle di mercato chi spende 70 milioni prende 10, io che ne spendo pochi e reinvestiti scommettendo perché bisogna saper fare management sono un deficiente. Perché è tutto alterato”.
“Tutto il lavoro figlio di virtuosismo, per mettere benzina nel motore, è esercizio non facile. Ciononostante ho perso solo una semifinale playoff, per il resto vincendo trofei giovanili e raggiungendo gli obiettivi in tredici stagioni. La volta in cui sbagli poi ti dicono che non sei bravo. Questo logora, non lo nascondo, perché nel calcio si vive di passioni ed entusiasmi”.
“In questa sessione c’è stato tanto lavoro, in entrata ed in uscita. Noi non siamo persone che si contraddicono, ma come ha detto il presidente per ragioni di società, che condivido, si passa per quello che non si è. Sarebbe stato irrealistico di non aver fatto un’operazione che deve creare risorse per allargare il campo, anche attraverso le infrastrutture, e creare un Lecce migliore”.
“Ci eravamo impegnati per prendere tre ruoli. Uno lo abbiamo acquistato subito, poi sono arrivati gli atri due, con Veiga e Tiago. A poche ore dal mercato abbiamo quindi finalizzato una trattativa storica, tra le più alte in assoluto. Quindi abbiamo ottemperato a prendere i due ruoli di Dorgu, quello di esterno offensivo e quello di esterno difensivo, per non venire meno a quanto c’eravamo impegnati”.
“Su Helgason. Concedetemi qualche minuto perché sennò andiamo sempre ad alterare qualche verità. Quando è arrivato, l’angale, l’islandese, poi abbiamo vinto la B ed ha giocato in Serie A. Poi gli allenatori fanno le gerarchie e i calciatori fanno le scelte. Arrivato il terzo anno mi ha chiesto di andare a giocare ed è stato accontentato. In estate era andato fuori lista perché le scelte tecniche, non nostre, avevano portato a scegliere un altro giocatore. Nonostante fosse fuori lista abbiamo proposto di triplicare l’ingaggio con contratto triennale. Perché ci credevamo. Glielo abbiamo così proposto al nuovo allenatore, che lo ha notato e ci ha dato ragione, portandolo ad essere protagonista. E’ giusto quindi fare chiarezza”.
“Rispondo alla domanda su Piccoli. In sede di preparazione estiva ci siamo trovati con l’allenatore perché ci dicesse la sua. Noi possiamo avere le linee guida, ma poi ci sono le linee tecniche dell’allenatore. Si è parlato di Almqvist e Piccoli, sui quali si è seguita la linea del non riscatto proposta dall’allenatore”.
“Io il Re Mida del calcio italiano per come vendo? Non lo considero. Io mi sento Re Mida per i risultati che raggiungo con il club. Non voglio essere ricordato per le plusvalenze fatte da Casarano a Lecce a Bologna e a Firenze, non per le abilità di talent scout. Voglio essere ricordato per essere arrivato dalla Terza Categoria alla Champions League giocando tutte le categoria e vincendo tredici titoli giovanili”.
“Hasa è legato a situazioni che nel calcio, dunque anche a Lecce, si verificano. Parliamo del prendere giovani sconosciuti in cui credi, che però poi non rispondono alle esigenze dell’allenatore che la pensa diversamente. Bisogna creare risorse, anche rischiando, quando tu intravedi mentre gli altri aspettano di vedere. Con Stefano abbiamo visto delle potenzialità in lui, in cinque mesi non è stato considerato, quindi ti poni una domanda. Poi si è fatto sotto il Napoli, ci siamo che se fosse meglio lasciarlo andare facendo anche una piccola plusvalenza, considerando anche la sua volontà, o tenerlo senza che venga considerato. A volte una serie di fattori ti costringono a contraddirti. O non mi sono sbagliato, altrimenti non lo voleva il Napoli, o ci sbaglieremo in due”.
“Dorgu è un’assenza che portava necessità in due ruoli. Io devo prevenire, avevamo il posto di extracomunitario ancora libero perché magari in emergenza avremmo avuto bisogno di un mercato più ampio, così abbiamo scelto N’dri. Così come la necessità di avere un terzino, non un titolare per alterare gli equilibri con Gallo ma un elemento valido. Per avere un altro italiano dovevamo per forza lasciar andare Bonifazi. E’ stata una scelta di necessità, facendo un sacrificio in un reparto in cui avevamo qualcosa in più. Poi abbiamo avuto altre offerte, comunque rifiutate. Come quella per Krstovic o anche una di 4 milioni per Tete Morente, arrivata dall’estero domenica sera”.
“Abbiamo i nostri scouting, le nostre capacità di vedere ed una serie di informatori che ci consentano di arrivare ad alcuni suggerimenti. N’dri viene da un mercato alternativo, dove intravedere delle potenzialità, lui rientrava nella nostra lista scout del campionato belga come extra-comunitario. Se avessimo tenuto Dorgu, l’investimento extra-comunitario lo avremmo fatto su un altro giovane 2006. Non è stato semplice perché era titolare, il ragazzo ci ha dato una mano così come il suo procuratore, al quale ho chiesto una mano”.
“Avevo già tracciato delle linee guida a inizio mercato. L’esterno sinistro doveva essere un titolare, i due difensori dovevano essere delle alternative considerando le scelte degli allenatori. Considerando i titolari, considerando il rientro di Gaspar, non potevamo permetterci di trovare sul mercato giocatori migliori di Guilbert e Gaspar. Ci servivano quindi delle alternative e delle potenzialità in prospettiva come Tiago Gabriel. Avendo seguito l’Estrela da tempo abbiamo pensato che sarebbe stato giusto per puntare su lui come su Veiga”.
“I voti non posso darli io, è giusto venire giudicati dagli altri. Io mi sento contento e felice quando, con le possibilità che ho a disposizione riesco a fare il meglio che posso fare. Se ho fatto il meglio possibile mi do il voto e me lo tengo per me. Poi per cultura ognuno dà dei voti per discorsi soggettivi. Per me ad esempio Tiago Gabriel e Danilo Veiga sono giocatori importanti, così come Jean. Se poi uno si aspetta tutto subito fa altre valutazioni”.
“Krstovic? Il prezzo lo farà il mercato quando sarà. State tranquilli. Quando dicemmo che la rosa del Lecce valeva 100 milioni siamo stati massacrati”.
Stefano Trinchera ha parlato di Marco Giampaolo.
“Si è calato in una realtà che non conosceva, con un gruppo di giocatori sconosciuti. Eppure dal primo giorno ci ha trasmesso la giusta mentalità e la voglia di conoscere bene ogni ragazzo per poter proporre i migliori principi di gioco. Lui ha preso atto della situazione e ci ha messo molto del suo. Ho pensiero positivo per lui perché c’è grande lavoro dietro”.
Si è conclusa la conferenza stampa del Via del Mare.









Like, commento e condivisioni per gli unici che hanno pubblicato la conferenza integrale. Per carità, tutti hanno fatto la furbata di 20 articoli separati con una frase alla volta, ma voi almeno avete dato al lettore la possibilità di leggerla (volendo) per intero.
Ma questa conferenza è la copia delle precedenti ? – Mortificante!
Riassumo:
– Attivo notevole già dallo scorso anno !
– Mercato insufficiente : già eravamo più deboli ad Agosto e con il mercato di gennaio, ci siamo ancor più indeboliti, secondo il mio modestissimo parere! Ma anche uno che e’ fuori di senno, ne converrebbe: Scusate, facciamo due conti:
— Tra infortuni che non recupereranno e che devono recuperare ma chi sa quando, perché i tempi sono sempre ALEATORI con questa Società, non si è capito mai la natura e i tempi di recupero, degli infortuni quest’anno e BANDA GASPAR e BERISHA chi sa quando…..x RAFIA GONZALES MARCHWINSKI il Torneo è finito! Totale 6 elementi alcuni Top!
— Prestiti : DAKA OUDIN McJANNET, totale 3 elementi 2 Top!
— Vendita DORGU 40 mil. di € totale 1 Top che vale x 5 !!!
— Regali : MALEH HASA totale 2 entrambi Top!
— Rescissione : PELMARD 🤦 BONIFAZI SANSONE totale 3 … 1 capra e 2 buoni!
TOTALE 15 calciatori che a gennaio non ci sono!
Mercato in entrata totale 6 elementi di cui 2 buoni e 4 scommesse!
TOTALE. 6 calciatori
Quindi – 12 + 6 = – 6 avrei voluto chiedere e nessuno dei giornalisti, NESSUNO ESCLUSO lo ha fatto, a Re Mida…come può dichiarare : abbiamo rafforzato la squadra e quindi Alzato l’Asticella se mancano 6 pedine dalla Rosa di partenza già + debole ???
Grazie dott Amato gradirei una risposta 🟡🔴
Attendo la sua mail da 10 giorni. Può cortesemente inviarla così possiamo finalmente parlare?
Allora, mi va tutto bene quello che ha detto SSD ed apprezzo molto l’umiltà e la sincerità nel dare tutte le spiegazioni anche non dovute con la giusta trasparenza. Giustamente qualche volta ci facciamo idee sbagliate anche sui numeri reali o su come sono andate le trattative realmente ed i motivi e magari critichiamo ingiustamente.
Quello che mi va molto meno bene è il solito Corvino. Inutilmente autoreferenziale, disco rotto con i soliti argomenti passati sulla sua bravura e sui risultati raggiunti ecc. Però è sempre astratto il suo discorso, parla di Helgason ma non specifica quale allenatore e quale giocatore non lo hanno rispettivamente visto e sorpassato nelle gerarchie; sottolinea soltanto che non è colpa sua perché lui ci credeva. Stesso discorso per Gotti: solo sua la responsabilità per non aver riscattato Piccoli ed Almqvist; peccato che Piccoli costava 12 milioni che tu non avresti speso neanche in 3 sessioni di mercato. Come al solito fausu, busciardu ed autoesaltato. Spiegasse piuttosto perché ha pensato di buttare soldi su bidoni come Rebic (guadagna 1,5 milioni per fare panchina) e Bonifazi e perché dobbiamo vedere in campo Pierret quando avevamo ad esempio già Maleh che è ancora nostro ed in prestito secco all’Empoli. I misteri che non spiegherà mai, perché sono domande che mai nessuno dei giornalisti a cui regala gli abbonamenti in centrale superiore gli farà!
Abbiamo una grande società e ce ne possiamo vantare. Detto questo parlo a nome di un tifoso ma anche sono sicuro a nome di tanti altri tifosi, noi vogliamo solo una squadra che ci faccia divertire e sognare se siete tanto bravi a farla spendendo zero a noi va bene iguale. Forza Lecce.
Speriamo che ora, una volta per tutte, sia ben chiaro quello che si e’ sempre saputo. Mi auguro che gli pseudo tifosi, i commercialisti falliti, i fomentatori seriali e i criticoni da strapazzo abbiano recepito il messaggio. Abbiamo una grande Societa’. Punto! Il resto lascia il tempo che trova. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.
Immensa Società
A lecce nn si dice che vi stiate arricchendo…si dice che stiate creando i presupposti per arricchirvi!! Per una serena pensione insomma! Nn so se sia vero ma questo si dice caro presidente…
E anche se fosse? Dove sta il problema? La società è la loro…noi tifosi dobbiamo solo ringraziare per aver fatto 3 anni di fila in serie A e, se tutto dovesse andare bene, ne faremmo un quarto e chissà quanti altri! Questa società merita applausi! Lei pensi se avessimo una società dove entrano americani o rumeni con soldi sporchi, pensa se avessimo debiti per milioni di euro, o peggio ancora se facessero fatture false e bilanci truccati: preferirebbe avere una società del genere?
Ma di cosa soffri? Cosa ti angustia? Invidia? Paranoia? Ipocrisia? Ai veri tifosi devono interessare i risultati sportivi e non economici. Le entrate con le relative uscite, i conti economici, lo stato patrimoniale, le plusvalenze, i bilanci, gli utili e i dividendi, lasciamolo fare ai commercialisti e a chi di dovere. Il resto sono chiacchiere da bar e di carnevale. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.
Dalle tue parti si dice che siete falliti
Giampaolo e krstovic devono rimanere
Speriamo che adesso gli pseudo tifosi, i commercialisti da strapazzo, i fomentatori seriali e i criticoni maniacali abbiano compreso quello che e’ stato sempre chiaro. Semplicemente: grande Societa’. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.