Sergio Brio ora ha intrapreso la carriera di mental coach nei corsi rivolti alle grandi aziende e nel lungo colloquio con Luca Bergamin spiega il motivo: “Dopo la carriera di calciatore professionista, quella di allenatore e venti anni di commentatore televisivo, mi sono messo a studiare per diventare mental coach. Mi sono accorto di essere portato per coniugare i concetti di leadership, spogliatoio, aiuto reciproco alla vita aziendale. Io non ci penso a fare il pensionato, sono uno che non molla mai”.
Dopo le parole sul calcio d’oggi, Brio ha raccontato la sua infanzia a Lecce: “I miei genitori erano entrambi parrucchieri, vivevamo di fronte al Convitto Palmieri dove oggi c’è il museo dedicato a Carmelo Bene. Trascorrevo tutte le ore della giornata a giocare a pallone tra le colonne di quel porticato neoclassico. Per mia fortuna, sopra la mia casa abitava il portiere del Lecce che mi raccomandò al responsabile del settore giovanile, lo stesso in cui si era formato Causio”.
E poi: “A 17 anni mi avevano già ceduto per 400mila lire al Calimera, in Prima Categoria. Papà mandò una lettera per bloccare il trasferimento. Poco dopo mi fecero esordire in serie C, Azeglio Vicini mi convocò nella selezione giovanile e da lì tutti mi volevano. Soprattutto il Milan era insistente. Ho avuto una botta di fortuna, quell’anno ero ripetente a scuola. Sarei diventato contabile. Invece in poche settimane mi ritrovai ad allenarmi con grandi calciatori. La firma con la Juventus? In un giorno a Villar Perosa Boniperti faceva firmare a tutti dei contratti in bianco nel quale non c’era la cifra. Entravi in una stanza invasa dal fumo che quasi non riconoscevi il presidente. Ci consigliava di sposarci presto ma al tempo stesso raccomandava alle nostre mogli di essere sessualmente morigerate nei nostri confronti. Io feci subito un figlio”.









Questo dimostra come a volte dei giocatori vengono bollati troppo presto senza la possibilità di aver dimostrato il proprio valore. E molti tifosi si accodano ai giudizi negativi dati frettolosamente….
Che tempi! Brio leccese doc.