Damascelli ha definito la sfida contro il Milan come “la fotografia più bella e più brutta di questo Lecce”. Un Lecce capace di mettere in difficoltĆ i rossoneri ma allo stesso tempo di farsi rimontare. “Questo ĆØ il momento più delicato della stagione. Le ultime partite possono segnare la retrocessione o rappresentare un’occasione per dimostrare compattezza, dal presidente fino ai tifosi. Ma bisogna chiedersi: rimanere in A con quale progetto? E non mi riferisco solo all’aspetto tecnico. Il Lecce deve decidere cosa fare da grande”.
Pragmatismo prima di tutto – Damascelli riconosce il valore del gioco espresso dal Lecce di Giampaolo, ma avverte: “Non basta. Serve pragmatismo, bisogna pensare all’obiettivo e raggiungerlo. In questo momento il Lecce non può permettersi di esibire un calcio che non ĆØ funzionale alla salvezza. Serve prudenza, non solo estetica”.
La lotta per non retrocedere ĆØ serrata. “Il Venezia gioca bene, ma ora serve essere concreti. Il Parma mi piaceva per freschezza e spavalderia, ma con il cambio in panchina non credo che Chivu possa aggiungere molto a quanto fatto da Pecchia. L’Empoli ha fatto un’impresa in Coppa Italia, ma in campionato ĆØ coinvolto nella lotta salvezza. Il Verona ĆØ sempre un’incognita: alterna momenti di soliditĆ a prestazioni opache”.
Infine, un avvertimento chiaro: “Non bisogna pensare al calendario. Sei tu che devi fare i punti. Il discorso del calendario viene smentito puntualmente, cosƬ come il fattore campo”. Parole che suonano come un monito per il Lecce: il destino ĆØ nelle sue mani, ora serve concretezza per conquistare la salvezza.








