UN LUNGO CURRICULUM DALLA TERZA CATEGORIA ALLA CHAMPIONS. “Io il più bravo direttore sportivo italiano? Niente classifiche. Ognuno ha il suo stile e la sua strada. Io ho un percorso diverso dagli altri, ho cominciato dal marciapiede. Credo molto nell’importanza dei settori giovanili e i 14 titoli italiani che ho vinto mi hanno fatto sempre capire di essere sulla strada giusta. Poi sono aperto alle esperienze estere anche a livello dirigenziale. Il calcio ormai è globalizzato. Quando ero a Firenze, ad esempio, mi sono fatto affiancare dallo spagnolo Macia e dal portoghese Freitas. Certo, a capo però ci deve essere uno che conosce la piazza e il campionato, perciò io mi sento orgoglioso di ciò che facciamo. Grazie al presidente Sticchi Damiani e alla società, qui si può lavorare bene”
PLUSVALENZE. “Se ho fatto il conto delle plusvalenze realizzate? Mai. Lo farò quando smetto. Ogni mattina mi alzo pensando a come realizzarne altre. Una formazione con le mie plusvalenze fatte vincerebbe lo scudetto? Non saprei. Magari c’è qualcuno che ha fatto meglio”.
RITIRO. “Voglio morire in pista. Va bene anche su una tribuna o in un ufficio. In realtà ogni giorno penso di lasciare. Del resto ho fatto 1800 partite dalla terza Categoria alla Champions. Ma poi ogni mattina ricomincio più carico”
CALCIO E ARTE. “Se avessi un budget illimitato? Allora una pazzia la farei per Haaland. Per l’arte potrei dirle Andy Warhol e invece, per deformazione professionale, penso a un artista che è ancora avvicinabile. Mi piace molto l’arte concettuale di Emilio Isgrò. Le sue “cancellature”, con sole parole che finiscono per esprimere significati diversi, mi emozionano”.
INCROCI DI CARRIERA. “Ho perso dei treni importanti per mia scelta, ma non ho mai sentito di tradire chi mi ha dato fiducia. Non ho rimpianti. Ho realizzato i miei sogni. Se mi ha cercato la Roma? Andiamo avanti”.









Ora pensaci seriamente
Un grande personaggio con tutti i suoi difetti,di certo non infallibile, ma astuto e scaltro al punto di riuscire a rimanere protagonista per 50 anni in un mondo di squali predatori senza scrupoli..bravo pantaleo, e grazie per averci fatto stare li dove siamo, seppur tra mille sofferenze e parecchi mal di stomaco..se avesse avuto a lecce una proprieta’ economicamente piu’ strutturata, sono sicuro avremmo visto la parte sinistra della classifica..chissa’ un giorno..
In caso di retrocessione e visti gli introiti registrati e la montagna di euro ancora in arrivo, a fare le valigie dovranno essere in tanti.
Può non essere simpatico, può essere divisivo, ma è il migliore Direttore Tecnico e Sportivo che c’è sul mercato. Nessuno come lui può realizzare plusvalenze e creare carriere dal nulla. gli errori li fà anche lui, ma c’è qualcuno che non sbaglia ?