Xavier Jacobelli, dopo l’editoriale su TuttoSport in cui il mancato rinvio ĆØ stato definito ingiustificabile, parla cosƬ della protesta di ieri del Lecce, sceso in campo contro l’Atalanta con una maglietta bianca senza loghi con scritto Nessun Valore Nessun Colore: “Il Lecce non poteva trovare parole migliori per protestare contro il rinvio di sole 48 ore della partita di Bergamo, incurante del dolore e del lutto per la morte di Graziano Fiorita. Quattro parole per spiegare tutto. Per giocare ‘la partita dei valori calpestati indossando un’anonima casacca bianca che non ci rappresenta, senza colori, stemmi e loghi, perchĆ© torneremo a vestire la nostra maglia quando Graziano ritornerĆ a casa e sarĆ omaggiato, come merita, dalla sua gente'”. Per dare un pugno nello stomaco del Sistema. Della Lega che, in quanto titolare del calendario, poteva e doveva scegliere un’altra data; di questo calcio disumanizzato da Fifa e Uefa per brama di potere”.
Jacobelli poi commenta l’atteggiamento dei presenti allo stadio di Bergamo: “Il Gewiss Stadium ĆØ stato teatro del dissenso leccese altamente civile e profondamente dignitoso contro la mancanza di considerazione dei sentimenti della famiglia di Graziano, di sua moglie Azzurra, dei suoi figli Carolina, Davide, Nicolò e Riccardo, del club di Saverio Sticchi Damiani. Nei loro confronti, il pubblico bergamasco ha significativamente solidarizzato, sin dagli applausi che hanno salutato l’ingresso del bus ospite, l’ingresso in campo dei giallorossi, il raccoglimento, i fiori consegnati da De Roon a Baschirotto, il silenzio iniziale e gli applausi a fine partite dagli spalti. Dove si dimostra quale sia la parte migliore del calcio, alla quale Graziano appartiene di diritto e per sempre. Altri proprio no”.









Grazie direttore Jacobelli