Ante Rebić e il Verona. La maglia gialloblù è stata la seconda casacca vestita in Italia dall’attaccante oggi 31enne tornato in Serie A grazie al Lecce di Pantaleo Corvino dopo un anno non positivo al Besiktas. La terzultima partita del campionato metterà di fronte il Verona, squadra in cui Rebić fu poco più di una comparsa nell’infelice stagione 2015/2016, l’ultima di Luca Toni da professionista, chiusa all’ultimo posto con le gestioni di Mandorlini e Delneri (alla guida dalla 15°giornata).
Rebić arrivò in prestito dalla Fiorentina e si prese subito la titolarità (90′ in campo) debuttando nell’1-1 centrato dai gialloblù all’Olimpico contro la Roma al 20°turno. Era il 17 gennaio e Rebić giocò da esterno sinistro nel 4-5-1 a supporto di Pazzini. Dopo un altro risultato positivo (1-1 col Genoa), un infortunio tenne fuori dal campo l’attaccante per cinque gare (panchina nel derby vinto 3-1 contro il Chievo).
Nelle ultime 11 gare, il Verona calò il proprio rendimento e scivolò fino all’ultimo posto. Dopo 10 punti in 7 appuntamenti, l’Hellas raggranellò 7 punti nelle ultime 12. Rebić tornò subentrando in Udinese-Hellas Verona 2-0 (27°) rimediando anche un’espulsione per doppia ammonizione nello scontro diretto perso contro il Carpi alla 30° dopo due titolarità con Sampdoria e Fiorentina. L’altro ko contro l’altra retrocessa Frosinone (1-2, Rebić in panchina) fu determinante per la retrocessione, diventata aritmetica al 35°turno nonostante la vittoria 2-1 contro il Milan, futura squadra di Rebić che disputò 39′. Alla fine, le presenze totali furono 10 con nessun gol e 525′ di gioco.









Fatelo giocare dall’inizio,eun quarto d’ora a biskovic