Ramadani, carisma e tempra oltre il gol-vittoria

L’albanese ha segnato un gol che potrebbe rivelarsi fondamentale per la stagione del Lecce

Un urlo che mancava da tanto tempo, sorrisi per una vittoria in casa quasi dimenticati e una scarica elettrica in un pieno di tensione per cercare il miracolo nel finale. La staffilata di Ylber Ramadani ha tolto la paura al Lecce in una partita in cui le responsabilità quasi schiacciavano i pensieri dei calciatori in maglia giallorossa. Si doveva vincere in qualunque modo e lo si è fatto di tigna più che di tecnica.

L’uomo copertina di Lecce-Torino è il centrocampista albanese, al primo gol stagionale (il secondo personale dopo quello di Lecce-Frosinone del campionato 2023/2024). Ramadani è l’uomo dei gol importanti, e quest’anno la firma è arrivata nonostante un momento tutt’altro che positivo dal punto di vista personale. L’anno scorso Ramadani, successore di Hjulmand, era un perno delle linee mediane di D’Aversa e Gotti, quest’anno invece l’impiego è inferiore (1741’ a un match dalla fine contro i 2977’ nelle 34 apparizioni dell’anno passato). La titolarità, 7 in totale con Giampaolo, mancava da Lecce-Como 0-3.

In partite come Lecce-Torino, e come sarà la battaglia sportiva in casa della Lazio, la squadra ha bisogno di leader emotivi oltre che calcistici. Ramadani ha messo la faccia presentandosi in conferenza stampa dopo la debacle col Como e Ramadani ha avuto la responsabilità di provare l’eurogol per battere Milinkovic-Savic, riuscendoci. Il tecnico abruzzese, destinatario di un abbraccio vigoroso dopo il gol elettrizzante sotto l’incrocio della porta sotto la Curva Nord, ha esaltato il carisma del nazionale albanese.

“Io e Ramadani abbiamo un certo tipo di rapporto, alcune volte abbiamo discusso, certe volte devi discutere e va bene – ha raccontato Giampaolo in sala stampa con sincerità e senza nascondersi dopo il successo contro il Toro-. Sempre però con grande lealtà. Quando gli uomini conoscono la lealtà si stimano, si ha una sola faccia. Lui in campo poco negli ultimi mesi? Col senno di poi non si può parlare, le scelte sono figlie di tantissime cose. Fanno parte dei luoghi comuni del calcio. Pierret a Verona e Bergamo hanno giocato bene, ha diverse caratteristiche rispetto a Ramadani. L’albanese ha quella personalità e temperamento che conosco bene. Conta la qualità e non il numero di presenze. Gli ho chiesto di dare personalità e carisma e lo ha fatto”.

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carlo
carlo
10 mesi fa

Errore gravissimo tenerlo in panchina ma non per il goal di ieri. Addirittura gli si preferiva Rafia .

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