Il passaggio sulla “squadra decifrata tardi” e le parole che non meritano esegesi

Nel corso della conferenza stampa di ieri, Sticchi Damiani ha sottolineato le criticità della stagione appena conclusa non nascondendo la voglia di miglioramento

“Quando parlo mi piacciono toni sobri e di condivisione, siamo un unico grande popolo. Se il dibattito intorno al Lecce è diventato così divisivo qualcosa l’abbiamo sbagliata pure noi. Si può avere divergenze su quanto sia bravo o meno un giocatore, ma l’importante è essere chiari sui punti cardine. Da parte della società dobbiamo essere più sobri, spero che anche dall’altra parte questa cosa venga fatta propria“. Questo passaggio di Saverio Sticchi Damiani raccoglie in sintesi l’autoanalisi fatta dal club sulle “divisioni” vissute nel corso di una stagione dove però, numeri alla mano e con tante criticità, la missione salvezza, oltre che da fattori esterni, è stata complicata anche da errori di valutazione. L’esonero di Gotti dopo 12 giornate rientra tra questi. Già dopo poche partite è trasparita la mancata coesione massima tra il tecnico veneto e l’area tecnica.

Sticchi Damiani, con prudenza, ha provato a lanciarsi in un appello molto razionale in vista del prossimo campionato. Ad oggi, facendo i soliti pronostici da ombrellone (che da tre anni a questa parte danno quasi sempre il Lecce spacciato) sono sempre meno le squadre con cui giocarsi la permanenza in A. Oltre ai giallorossi, in una prematura griglia di partenza ci potrebbero essere Hellas Verona, Pisa, Cremonese, forse Cagliari e Sassuolo e, verosimilmente, una delle squadre di metà classifica che incapperebbe in una stagione sbagliata. Da qui si potrebbe dedurre e decifrare un altro passaggio del presidente: “Nella prossima stagione noi vogliamo migliorare sotto tutti i punti di vista, tecnico, strutturale, tutti. Però bisogna avere la piena consapevolezza delle difficoltà che ci saranno, dell’impresa che ci aspetta, di quel 50% di rischio di retrocedere. Noi siamo motivatissimi, ma chi pensa che cercare di fare meglio voglia dire puntare all’Europa League non si abboni e non venga allo stadio”.

La frase sull’Europa League ha scatenato ancora una volta dei dibattiti divisivi. Se da una parte il tifoso deve essere tale e ha diritto di sognare, è nell’essenza emozionale di ogni sport, dall’altra parte è assolutamente da comprendere il sentimento di un presidente che, rarità nel calcio d’oggi, è un riferimento certo in un mercato in cui, tra fondi e persone giuridiche, si fa fatica a comprendere chi decide davvero le sorti di un club. La stagione è stata difficile, il Lecce non gode certo di un trattamento con i guanti bianchi da parte delle istituzioni calcistiche e la dirigenza, allo stesso tempo, sta cercando di prolungare il periodo più florido dal punto di vista tecnico e non solo del club. Si è ancora scottati da un campionato in cui gli ultimi picchi hanno sono sì bastati a raggiungere la salvezza ma senza cancellare le tante difficoltà del girone di ritorno, tra gol (Lecce ultimo attacco della A) e rendimento contro le big (3 punti contro le prime 10 alla 37°) Il club ha ammesso i propri errori, e ieri lo si è visto.

Sticchi Damiani ha continuato al riguardo: “In estate si era creato il convincimento che il Lecce potesse arrivare a una facile salvezza. Spesso si fanno considerazioni senza tenere ben presenti le dinamiche della Serie A. Pensate al Como, se non siamo da decimo posto è perché chi ci arriva ha speso 100 milioni. Per poter esprime un giudizio tecnico su questa squadra non si possono valutare solo le ultime partite ma neppure solo quelle prima”.

La mancata espressione del giudizio tecnico sull’operato della rosa a disposizione di Gotti prima e Giampaolo poi (nella lettura tra le righe si è letta una certa apertura al dialogo da parte di Sticchi anche se sarà l’area tecnica a interfacciarsi col tecnico) ha preceduto l’ammissione su cosa è mancato sul campo: “Questa squadra è stata decifrata tardi perché gli equilibri sono stati trovati tardi. E’ stato commesso un errore con la valutazione tecnica estiva, questo ti compromette tutti. Io stesso, però, oggi non mi avventurerei in una valutazione definitiva su questi ragazzi, pur vedendoli sempre. Con l’Empoli nel primo tempo c’era un centrocampo Rafia, Ramadani, Oudin, beh credo che queste cose abbiano anche influito sull’aver visto più tardi certi valori”.

Il Lecce, Lecce e il Salento devono viaggiare e combattere sportivamente da grande popolo. Le ragioni per farlo, frutto di fattori socio-economici prima e sportivi e “di politica calcistica” poi, sono sotto gli occhi di tutti. Dalle parole di Sticchi ora si attenderanno a breve le decisioni tecniche. Ciò che oggi è storia, sei anni fa era pura utopia. E ci fermiamo qui per ora.

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Alberto Bortone
Alberto Bortone
9 mesi fa

Avevamo individualmente giocatori abbastanza bravi. Nei duelli uomo contro uomo non erano male, tutt’altro, anche contro calciatori di livello internazionale. Quello che secondo me mancava è un movimento corale adeguato. Il 90% delle azioni del Lecce erano sulle fasce laterali con l’inevitabile cross alla spera in Dio verso l’area avversaria. Visto il modulo di gioco, a quel punto era meglio investire su un forte colpitore di testa. In ogni caso la mancanza di alternative rendeva prevedibile l’azione di attacco dando la possibilità a tutte le avversarie di prendere facili contromisure.

RosarioBiondonelcuore
RosarioBiondonelcuore
9 mesi fa

Ma infatti sono pienamente d’accordo, quello che è riuscita a fare questa società non è riuscito a farlo nessuno, neanche il Grande Semeraro, e con un Corvino sempre più Top Player che poi, un anno si possa sbagliare di più, rispetto a quello precedente, ci può stare. Adesso verrà ceduto Krstovic si dice a 25mln (per me pochi, la cifra giusta è 35/40 mln) pagato 3,8 mln un altro toccasana per le casse giallorosse. Quello che invece mi spiace e che non si riesca a coinvolgere capitali stranieri forti. Parliamo del Salento, che nn ha solo un bacino di utenti/tifosi enorme, ma turisticamente è una delle terre più belle d’Italia. Posso mettere Como e Venezia(parliamone) un gradino sopra Lecce, ma secondo me un presupposto per poter portare anche a Lecce il modello Atalanta si potrebbe provare, lasciando il 51% della proprietà a SSD ed il 49 a capitali stranieri o imprenditori potenti italiani.

Tzetze
Tzetze
9 mesi fa

Gli interessi che può avere un fondo straniero o un imprenditore di qualche altra parte d’Italia non sono i risultati sportivi in se per se, ma i guadagni e la pubblicità che possono farsi, o le tasse che possono sgravarsi di altre attività. Questa società, essendo composta da gente del territorio e tifosa della squadra, vuole in primis il risultato sportivo duraturo e per farlo deve tenere i bilanci in ordine e mettere su piano piano un mattoncino alla volta. In più non intasca niente di quello che guadagna (anche se ne avrebbe il diritto), lo ributta tutto nel bilancio societario e chiaramente gente esterna con in mente il profitto non sarebbe assolutamente d’accordo a farlo. Quindi non è che non arrivano proposte, è che vengono rifiutate per la mancanza di garanzie che si continui su questa strada

RosarioBiondonelcuore
RosarioBiondonelcuore
9 mesi fa

Intanto la lista delle squadre che lottano per non retrocede sono Pisa Cremonese Sassuolo Parma Verona Cagliari Lecce Genoa ed aggiungerei Udinese che sta cedendo la società.

massimo
massimo
9 mesi fa

Bisogna essere onesti. Non so può fare un campionato con il solo. Krstovic. Non avevamo alternative, e i problemi sono nati quando abbiamo venduto dorgu, che non è stato rimpiazzato….solo la fortuna o qualche celeste volontà ha evitato la nostra retrocessione. Nessuno ha parlato di Europa League ma almeno allestiamo una squadra completa in tutti i ruoli e con giocatori di categoria, o in alternativa con giovani di prospettiva, ma non con i fantasmi. Ci sono giocatori da Lecce e giocatori che indossano la maglia del lecce ma che non meriterebbero di giocare nemmeno in serie c. Solo Onestà per tutti i tifosi salentini.
Grazie

Bocchetti
Bocchetti
9 mesi fa

Il gioco da dietro impostato inizialmente da GIAMPAOLO ha portato più rischi e meno certezze,,I centrocampisti sempre meno incisivi in zona gol perché propensi a ricevere palla dai difensori, perciò lontani dall area avversaria lontani da CHRSTOVIC,,RAMADANI SILURATO,,BANDA mai recuperato,,REBIC utilizzato 5 minuti, media punti fatta dal mister ottima soprattutto fuori casa, si poteva vincere sia a BERGAMO e VERONA,,,Poi finalmente ha cambiato pensiero, da confermare per dare continuità con i giusti inserimenti .

Vitantonio
Vitantonio
9 mesi fa

Sapete perché con l’Empoli c’erano Rafia, oudin e Ramadani? Per lo stesso motivo per cui a Bologna fu schierato Dorgu a centrocampo: un reparto incapace di fare gioco, con interpreti sbagliati, senza capacità di corsa e inserimento… la qualità poi, assente! Ecco perché si è giocato con quegli elementi che tecnicamente potevano dare di più, ovviamente sacrificando altre caratteristiche, ma sono qui gli sbagli di 2 sessioni di mercato che, sia Gotti che Giampaolo, hanno dovuto affrontare. Un mea culpa di Corvino sarebbe auspicabile (sbagliare quando hai poche risorse e devi azzardare gli acquisti non rappresenta un’onta!), le dimissioni di tRINCHERA sempre gradite, considerata l’inutilità e la pochezza professionale, unita ad una mancanza assoluta di rispetto per chi nel mondo del calcio ha saputo camminare con le proprie gambe!

Cri
Cri
9 mesi fa

Nessuno e penso la maggioranza, ha inteso alzare l’asticella come andare in europa, bensì avere in rosa giocatori di categoria anche in prestito, cosa che non abbiamo avuto, le scommesse vanno bene ma unite ad un mix di esperienze, e quest’anno con le scommesse si è esagerato. Per fortuna ci è andata bene le ultime partite. Fin lì abbiamo vissuto di disgrazie altrui

moreno
moreno
9 mesi fa

L’ allenatore del Lecce ? Tudor ex allenatore Juventus.

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