Nella settimana in cui si ĆØ parlato molto del talentino sedicenne Ndiaga Sall, Massimo Manca, allenatore dellāUnder 15 del Lecce ed ex giocatore di Martina e Fidelis Andria tra le altre, ĆØ stato intervistato durante il programma āDistinti Sud Estā in onda su Radio Orizzonti Activity.
PROTEGGERE IL TALENTO ā āOggi la difficoltĆ più grande sta nel fatto che comunque sei sempre sotto l’occhio del ciclone, con tutti i social, i video. Ci potrebbe essere anche quel fattore psicologico che non fa dare a un ragazzo il meglio di sĆ©. Magari ci si sente arrivati. Io a 15 anni pensavo solo al calcio, al pallone. Noi ci portavamo sempre il pallone a casa e non si faceva altro che giocare a calcio. Adesso le distrazioni sono tante e quindi un po’ si ĆØ persa quella magia che ci regalava il palloneā.
LāUNDER 15 E I TALENTI LOCALI ā āBisogna dare tempo al Lecce. Quando si rifonda un intero settore giovanile si deve avere anche il tempo di ripartire dal basso per poi far arrivare i calciatori più talentuosi e quelli che durante il loro percorso dimostrano di meritare altri palcoscenici. Noi istruttori dobbiamo essere bravi a mandare più ragazzi possibili in Primavera e ci auguriamo di far arrivare qualche ragazzo in prima squadra o nelle squadre professionisticheā.
TRATTENERE IL TALENTO ā āOltre a Okoumassoun andato alla Juve, abbiamo perso anche Montinari e Fall andati alla Roma. Quando i genitori si sentono bussare alla porta da realtĆ cosƬ importanti magari si fanno prendere anche da un senso di āprotezioneā perchĆ© vogliono il meglio per i propri figli, ma senza sapere che non si sa mai quale ĆØ il meglio. Lasciare il ragazzo insieme ai genitori negli ambienti che giĆ conosce può essere anche un fattore psicologico a suo favore. A Lecce puoi avere una certa valenza, in altre squadre sei uno dei tanti. Quando ero ragazzino ero attenzionato dal Lecce che si trovava in Serie A, ma anche dal Casarano che si trovava in C1. All’epoca il responsabile settore giovanile del Casarano era proprio il direttore Pantaleo Corvino. Tramite amicizie con lāambiente in cui ero cresciuto, nel Monteroni, mi hanno portato a Casarano e da lƬ ĆØ partito il mio percorso. Non si sa mai qual ĆØ la strada migliore. Magari se fossi andato nel Lecce a 17-18 anni non sarei stato pronto per esordire in Serie A e invece ho esordito in C1 a quellāetĆ . Da lƬ mi sono messo in mostra e da lƬ ĆØ cominciata la mia carrieraā.
IL FATTORE FORTUNA ā āTi devi trovare al posto giusto nel momento giusto. Un mio ex compagno, Cristiano Lupatelli (oggi preparatore dei portieri della Nazionale, ndr), quando stava ad Andria, stava per essere ceduto in prestito al Maglie in Serie D, ma Cristiano aveva deciso comunque di rimanere perchĆ© magari non voleva fare questa esperienza in D o perchĆ© lui aveva fatto il ritiro con noi in B. Lāallora portiere in seconda aveva deciso di fare un po’ di esperienza come primo e quindi se ne andò per giocare perchĆ© logicamente lui era giovane e voleva giocare. La societĆ decise di richiamare Lupatelli per fare il secondo. Poi ci fu il cambio d’allenatore e Lupatelli fu buttato dentro come titolare e a fine anno si ritrovò nel mirino di Atalanta, Juventus, Roma e Milan perchĆ© era un 1978. All’epoca aveva 20 anni e per parare in Serie B dovevi essere veramente un talento. La Roma prese Lupatelli e nel 2000-2001 Cristiano si alternò ad Antonioli nellāanno in cui la Roma vinse lo scudetto con Capello. Dico sempre anche ai miei ragazzi che quello che ĆØ oggi non può essere domani. L’importante ĆØ perseverare sempre nel lavoro, nella dedizione. Se uno ce la fa bene, se uno non ce la fa deve dire āok ce l’ho messa tuttaā. Non bisogna mai lasciarsi dietro rancori, perchĆ© tante volte devi anche fare fatica a far comprendere che i giocatori devono dare il massimo anche in allenamento. Cito sempre lāesempio di Osimhen che, arrivato a Napoli, lavorava tanto sulla tecnica individuale perchĆ© all’inizio Spalletti e i suoi collaboratori vedevano che aveva delle lacune tecniche e parliamo di giocatori che sono fenomeniā.









Grande uomo e grande allenatore. I ragazzi con lui sono veramente valorizzati dal punto di vista calcistico e, soprattutto, dal punto di vista umano. Bravo Mister
Bravo Massimo š