“23 ottobre 2011. Da una parte il Lecce di Di Francesco, dall’altra il Milan di Massimiliano Allegri. Sulla carta non c’è partita, ed è una considerazione confermata dalla classifica finale di quel campionato: giallorossi retrocessi in Serie B, rossoneri secondi dietro alla Juventus di Antonio Conte.
Nel primo tempo non c’è partita, in effetti. Ma a favore del Lecce, che prima segna con un colpo di testa di Giacomazzi, poi raddoppia con un calcio di rigore dell’ex Oddo, quindi triplica con Grossmüller. Il tutto prima del 45. Come in un sogno a occhi aperti.
Il problema è che il sogno dura poco. E l’incubo ha un paio di nomi e un cognome: Kevin-Prince Boateng. Che viene inserito da Allegri durante l’intervallo, segna una prima volta al 48′, una seconda al 55′ e una terza al 63′: due reti splendide sotto l’incrocio, un’altra di rapina.
Nel finale è poi Mario Yepes, servito da una perfetta scodellata mancina di Cassano, a completare la rimonta. Da 0-3 a 4-3, appunto. Una partita rimasta nella memoria collettiva della gente rossonera e di quella giallorossa. Ma anche di Di Francesco”.








