Cesc Fabregas ha nuovamente espresso il suo disappunto riguardo alla disputa di Milan-Como a Perth, facendo eco alle dichiarazioni precedenti, in cui aveva criticato la scelta di portare la partita così lontano dalla base dei tifosi. Dopo la retromarcia della Liga e le parole di Allegri, che ha suggerito che sarebbe stato meglio rimanere in Italia, Fabregas ha ribadito il suo pensiero: “La gente che vuole vedere la propria squadra non può farlo, non mi sembra la cosa più giusta”, aveva dichiarato già a metà luglio.
Le parole del direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, che aveva parlato di “progetto pilota”, sembrano contraddire le preoccupazioni espresse dal tecnico spagnolo. Fabregas ha aggiunto oggi in conferenza stampa: “Io ho detto 3 mesi fa quello che ho detto, lo confermo personalmente. Poi sono un lavoratore di una società, non vado contro i nostri tifosi e la mia società, ma ho la mia opinione personale. La gente è la cosa più importante. Chi non dorme per andare a Lecce, usa il proprio stipendio per andare in trasferta”. Infine, ha sottolineato che tutti i capitani hanno inviato un messaggio forte riguardo alla questione, riferendosi anche alle reazioni in Spagna, e ha ricordato il comunicato della società.









Tutte le tifoserie dovrebbero protestare perché si mette in discussione un principio:il calcio è dei tifosi,non della lega o della figc.Si impegnano tanto a far disamorare la gente al pallone.