Il concetto di “un tempo per parte” potrebbe essere giusto ma non è sufficiente a descrivere adeguatamente l’andamento di Udinese-Lecce 3-2, partita in cui i giallorossi pagano un approccio disastroso e molle contro una delle compagini più dotate fisicamente della Serie A. Di Francesco ha registrato la sua squadra con i cambi a partire da N’Dri e Banda al 45′, ma il predominio territoriale del secondo tempo non ha generato nitide occasioni da gol a differenza degli attacchi fruttuosi avversari. Le statistiche ci dicono questo: 1.03 a 0.38 di xG a favore dell’Udinese nonostante un possesso palla totale alla fine appannaggio del Lecce (56% a 44%).
Differenze di pericolosità che si riflettono anche nel dato dei tiri: 13-8 per il Lecce in totale e 9 angoli a 4, ma Udinese avanti su tiri in porta (3-4), tocchi in area (23-16) grandi occasioni (3-0) e il palo di Zaniolo . Emblematico un altro dato: su 13 tiri, il Lecce ne ha scagliati 11 da fuori area: merito anche della difesa granitica dei bianconeri che hanno sopperito alla partita insufficiente di Okoye con la tenuta. I due assist di Atta sono stati un altro fulcro del match (0.46 a 0.29). Cresce il Lecce sui passaggi: 351/441 (80%) a 264/354 (75%).
Il primo gol in A di Berisha è arrivato nel match con più tiri (4, davanti a Davis-Pierotti a 3). Pierotti, primo per dribbling riusciti (4, uno in più dell’MVP Atta) non ha inciso nonostante 6 tocchi in area avversaria (4 per Davis ed Ekkelenkamp). L’argentino è ancora il boss del contrasti: 20. Tiago Gabriel ok con 13 contrasti arei (8 vinti) e 92% di passaggi riusciti (davanti a Gaspar, autore però di un sanguinoso errore, e Ramadani). Gallo e Danilo Veiga, con 21 e 19, hanno superato Atta per numero di passaggi offensivi, anche se quest’ultimo è primo per riuscita con 82% contro 63% di Danilo Veiga e 52% di Gallo, sotto anche a Kamara (79%)








