Come arriva la Fiorentina al match di domenica?
“Ci arriva male a livello di umore e d’ambiente. E’ il peggior avvio della sua storia, manca la vittoria e sono arrivate di recente due partite in cui si è vista tutta la sua debolezza. Sia con l’Inter che con il Bologna è emerso come le basti incassare una rete per rischiare di sfasciarsi. C’è stato sì il recupero con il Bologna che ha portato al pari, ma l’ambiente resta molto caldo sotto questo aspetto”.
La partita è stata addirittura presentata come la più importante dell’era Commisso. Ti ritrovi in questa opinione?
“E’ stata descritta così perché la pazienza dei tifosi è finita. Ci si era avvicinati a questa stagione con grandi aspettative, c’erano reclami importantissimo e si era parlato anche di Europa League, oltre che dell’obiettivo di vincere la Conference League nell’anno che poi sarà del centenario. Si è speso tanto e la delusione dei tifosi è forte, se domenica non dovesse arrivare la vittoria potrebbe partire una contestazione molto molto pesante. Nelle precedenti settimane erano stati contestati Pradè prima e Pioli poi, ma stavolta potrebbe toccare alla società”.
Quali sono punti deboli e di forza del collettivo di Pioli?
“Definire dei punti di forza in questo momento è molto difficile. La squadra gioca in modo disunita, non ha uno spartito ben preciso, la mano di Pioli non si è vista. Quindi si può parlare solo di singoli sotto questo aspetto, perché di certo si può dire la sua rosa sia superiore a quella del Lecce, ma parliamo appunto di singolo giocatore mentre per il resto non si vedono punti di forza. Quelli di debolezza riprendono quanto già detto. La squadra difensivamente è facilmente perforabile, il centrocampo non gira e non ha coraggio, agli attaccanti arrivano pochi palloni”.
Dopo oltre un anno dal suo arrivo in viola come valuti i 15 milioni spesi per Marin Pongracic?
“E’ stato un investimento importante e ad oggi sicuramente le prestazioni non hanno ripagato la cifra spesa. L’anno scorso nella prima parte è stato indisponibile, nella seconda si è vista una crescita che lasciava pensare ad una sua consacrazione come difensore più forte in rosa. E forse per caratteristiche lo è, ma ad oggi non lo ha dimostrato con continuità”.
E di Riccardo Sottil al Lecce, invece, cosa ne pensi? Potrà fare la differenza nella lotta salvezza?
“Quella di Riccardo Sottil a Lecce è un po’ l’ultima spiaggia. L’ultima per dimostrare le tante cose buone che si erano dette di lui tra giovanili e primi anni con i grandi. Ha caratteristiche di livello che però non è ancora riuscito a confermare, di fatto non avendo mai la giusta continuità in prima squadra. Quest’anno è la sua occasione per consacrarsi per non rimanere una promessa inespressa”.
Che opinione hai del Lecce di Eusebio Di Francesco?
“E’ una squadra molto migliorata a livello di compattezza, difensivo, come espressione del gioco. Ha difficoltà in termini di cinismo e di sfruttare le occasioni. Questa caratteristica si era vista anche con le precedenti squadre allenate da Di Francesco, che di certo non giocavano male. L’attacco ha risentito dell’addio di Krstovic e deve migliorare in zona gol”.
Come dovrebbero scendere in campo i gigliati contro i giallorossi?
“Mi aspetto novità in difesa, anche forzate alla luce della squalifica di Viti. Potrebbe rivedersi anche Pongracic, con Marì e Ranieri davanti a De Gea. A centrocampo ballottaggio Fortini/Parisi a sinistra con Dodò in difficoltà ma confermato a destra. Nel mezzo Mandragora è la certezza, affiancato probabilmente da Sohm e Ndour. Davanti Kean e Gudmundsson favoritissimi, con Dzeko ad insidiare parzialmente quest’ultimo”.








