“Sentivo un cattivo odore”: un ex obiettivo del Lecce accusato di gesti razzisti

Il norvegese Aron Donnum, seguito dal Lecce a settembre del 2020 quando militava nel Valerenga, è stato protagonista di un episodio che farà discutere in Francia

Scoppia la bufera in Ligue 1 dopo il pareggio senza reti tra Tolosa e Le Havre (0-0), valido per l’11esima giornata di Ligue 1. Il tecnico ospite Didier Digard ha accusato il norvegese Aron Donnum, obiettivo di Pantaleo Corvino durante la sua prima sessione del suo secondo corso giallorosso e ora al Tolosa, di aver compiuto un gesto a sfondo razzista nei confronti di Simon Ebonog.

L’episodio contestato è avvenuto al termine di un duello tra i due giocatori durante i minuti di recupero: le immagini mostrano Dönnum mentre agita la mano davanti al naso guardando l’avversario. “Se non è razzismo, allora cos’è? Sta solo dicendo al mio giocatore che puzza? Non è umiliante? Non è offensivo? E poi mi ammoniscono perché reagisco? Ciò che si è lasciato passare oggi è gravissimo “, ha dichiarato Digard, ammonito dall’arbitro per atteggiamento veemente con fermezza ed irritazione. “Da dove vengono certe persone, sappiamo bene cosa significa quel gesto –ha continuato-. Forse ha perso la testa, non voglio interpretare, ma è inaccettabile”.

Dönnum, 27 anni, ha respinto con forza ogni accusa nell’immediato dopopartita: “È assurdo dire una cosa del genere. Ho solo reagito al fatto che lui mi respirasse addosso. Ho fatto così con la mano (mima il gesto) perché sentivo un cattivo odore. Non ha nulla a che vedere con il razzismo. Forse non avrei dovuto farlo, ma è stato un riflesso per evitare una rissa”.

Dalle parole nel post partita si è passati alla guerra di comunicati, come descritto da tmw. Il Tolosa ha difeso il proprio tesserato parlando di “accuse infondate e particolarmente gravi”, denunciando “la strumentalizzazione di un gesto innocuo mal interpretato”. Il Le Havre, dal canto suo, ha chiesto “che l’episodio non resti impunito”. Per L’Equipe, il norvegese rischia fino a 10 giornate di squalifica qualora la Commissione Disciplinare della FFF considerasse il gesto come comportamento ingiurioso o discriminatorio. Il caso, già segnalato nel referto arbitrale, sarà esaminato nei prossimi giorni.

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4 mesi fa

Peccato fortissimo

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4 mesi fa

Ci é stu cugghione

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4 mesi fa

Meglio così allora

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