FIORENTINA-LECCE 0-1. “Una vittoria bellissima, difficilissima, chi c’era ha respirato un clima di ultima spiaggia pur essendo all’inizio. Sembrava un dentro o fuori. Quando hai una squadra giovane è facile risentire le pressioni e restare oppressi senza rendere. Il gruppo è stato straordinario dopo 4-5 minuti iniziali di pressione c’è stata serenità sconcertante, difficile da esprimere in un contesto complesso, hanno fatto una gara straordinaria a Firenze contro una squadra forte. Lasciamo perdere la classifica, la Fiorentina ha grandi valori e l’ultimo posto non c’entra, hanno un budget per altri obiettivi e giocatori importanti. I ragazzi sono stati fantastici, sicuri ed equilibrati, capaci di far male nel momento giusto. La partita mi ha lasciato particolarmente contento. Falcone ha fatto 1-2 parate e la somma mi rende contento”.
IL LECCE HA UNA BASE. “Se mi espongo credo di aver raggiunto un livello approfondito di analisi. Dopo il Bologna fummo sfortunati e subimmo due gol in due-tre situazioni create dal Bologna. Lì dissi che il Lecce aveva equilibrio tattico con la difesa e due centrocampisti attenti alla difesa, uno più libero di svariare e il tridente che può variare. Quello mi sembrava il Lecce su cui avere una quadra di massima. Da lì poi ci sono i dettagli. Il Lecce subisce poco, sempre meno, i clean sheet di Falcone parlano chiaro. Siamo in grado di pungere in attacco. L’allenatore curerà i dettagli partendo da questa base in una fase iniziale della stagione”.
CORVINO DOPO LE 300 IN A. “La dedica è spontanea, la coincidenza di aver raggiunto le 300 presenze, alcune sotto la mia gestione, mi sembrava giusto celebrarla in una gara bella contro la ‘sua’ Fiorentina per valorizzare un protagonista della Serie A del Lecce. La squadra in A è legata alle sue intuizioni. Quando l’ho riportato avevo una visione ben chiara. Sei anni fa dissi che conosceremo il miglior Corvino di sempre e lo è stato nel rapporto risultati ottenuti/livello di difficoltà”
DIETRO I SUCCESSI IL GRUPPO. “E’ importante, ho visto 10 gruppi in 10 anni e questo è uno dei migliori, sono ragazzi a posto, seri, educati. La società deve vigilare. L’anno scorso potevamo migliorare sotto questo profilo. Le scelte della società sono sempre fatte a fin di bene per creare gruppo. A nessuno piace escludere giocatori, lo si fa per il miglior gruppo possibile, anche se sono costi da sostenere e sono giocatori tecnicamente più validi e pronti. Quando il tifoso chiede il perché di una scelta, di una esclusione, di una cessione, la risposta in automatico è sempre la logica della società che è preservare il gruppo, l’unica ricetta per raggiungere i risultati”.
STICCHI DAMIANI LA STORIA DEL LECCE IN A. “Una cosa che non è scontata: rimarcare l’eccezionalità del momento, ma solo per ricordare la straordinarietà dell’evento per calibrare giudizi e comportamenti. Il Lecce gode di una reputazione alta in Italia, in Europa e nel Mondo come club etico, sostenibile e dai valori morali. È un orgoglio e ci aiuta a crescere. Se qualcuno deve scegliere dove andare privilegia il Lecce per questa reputazione. Non lo faccio per autoesaltazione, ma mi fa piacere che i tifosi e il mondo del calcio sappiano questo”.
BERISHA. “Sta facendo quest’anno quello che speravamo facesse l’anno scorso. Gli infortuni lo hanno bloccato facendogli perdere un anno. Ha fatto il ritiro, è sempre presente. Stiamo vedendo il vero Berisha. L’anno scorso altri hanno avuto acciacchi e poi c’è il merito di Di Francesco”.
VERONA. “La prima vittoria in casa quest’anno? È l’obiettivo di tutti, dopo lo 0-1 con la Fiorentina dopo il volo di ritorno pensavo lì a provare a battere il Verona, che meritava di vincere con l’Inter. Hanno 4 punti con tante buoni prestazioni, vuol dire che il livello di questo campionato è alto, hanno indovinato due ottimi attaccanti. Con l’Inter anche il pari sarebbe stato stretto. Cercheremo di scansare i pericoli della vittoria, abbandonarci alla soddisfazione. Cercheremo di svolgere una settimana al cento percento, dobbiamo dimenticare domenica scorsa e ripartire come la più brutta delle sconfitte”.









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