Konan N’Dri, attaccante ivoriano del Lecce, detiene un curioso primato: insieme a Berisha è il giocatore più prolifico della squadra, con due reti all’attivo, pur non essendo mai partito titolare. Entrambe le sue marcature sono arrivate infatti dopo il suo ingresso dalla panchina.
I due gol, sebbene non abbiano influito sul risultato finale (1-4 a Bergamo e 2-3 a Udine), sono stati tra i più spettacolari del campionato giallorosso: un tiro all’incrocio dei pali contro l’Atalanta e una splendida conclusione al volo da fuori area contro l’Udinese, conclusioni che i portieri avversari hanno potuto solo raccogliere in fondo alla rete.
Veloce, aggressivo e imprevedibile, N’Dri alterna giocate di grande classe a qualche errore di precisione o di intesa con i compagni. Di Francesco lo ha finora utilizzato soprattutto nella parte finale delle partite, quando la sua energia e la sua rapidità possono risultare decisive: ha sostituito Camarda per sette minuti a Genova, Morente contro Milan e Sassuolo (per un totale di 15’), Sala a Bergamo (30’), Helgason a Udine (45’) e Banda contro il Napoli (25’). È invece rimasto in panchina contro Bologna, Parma, Fiorentina e Verona.
Il reparto offensivo del Lecce è ricco di alternative, con Morente, Pierotti, Banda e Sottil a contendersi le fasce. Tuttavia, N’Dri rappresenta l’elemento più imprevedibile, la carta da giocare nei momenti più delicati. Il suo sogno resta quello di partire finalmente dall’inizio e segnare ancora, magari al “Via del Mare”, per poter esultare insieme al pubblico giallorosso.








