Lunedì la città si prepara ad accogliere un appuntamento speciale: l’anteprima nazionale di «Core Preciatu», il documentario dedicato al Lecce Women firmato dal regista Giulio Neglia. La proiezione, in programma nella sala 1 della Multisala Massimo all’interno del Festival del Cinema Europeo, porta sul grande schermo un racconto che unisce calcio, identità e appartenenza, con al centro il mondo del calcio femminile giallorosso.
«Core Preciatu» è prima di tutto la storia di una squadra che diventa famiglia, unita dalla stessa fede calcistica: il Lecce. La macchina da presa entra negli spogliatoi, segue gli allenamenti, ascolta le voci delle protagoniste, restituendo un ritratto dall’interno del gruppo. Attraverso il percorso della squadra femminile, il documentario mette in luce valori come fratellanza, uguaglianza e rispetto, mostrando come lo sport possa essere uno straordinario strumento di emancipazione.
Le calciatrici del Lecce Women sono raccontate come donne reali, con fragilità, sogni e sacrifici: hanno scelto parastinchi e calzettoni per inseguire le proprie ambizioni, rivendicando il diritto di sentirsi a pieno titolo parte di uno sport troppo a lungo considerato appannaggio maschile. Il calcio femminile diventa così il terreno in cui identità, passione e coraggio si intrecciano, dando vita a un racconto potente e necessario.
Fondamentale, nel film, è il ruolo della città di Lecce: con i suoi colori, le sue tradizioni e il suo tifo, è il vero “abbraccio” che circonda la squadra. Lecce è casa, madre e specchio emotivo delle protagoniste, che per “osmosi” finiscono per avere un cuore ancora più preciatu, pulsante di giallorosso.
Nella sua nota, Neglia spiega come il progetto nasca dal desiderio di mettere in primo piano il lato umano del calcio femminile: non solo azioni e gol, ma anche silenzi prima del fischio d’inizio, sguardi tesi, lacrime e sorrisi. «Core Preciatu» si presenta così come un omaggio al gioco più bello del mondo visto dagli occhi delle donne, e come un invito a riconoscere, finalmente, il loro posto in campo.








