Nel corso dell’intervista rilasciata aĀ Radio Sportiva, il direttore dell’area tecnica del Lecce Pantaleo Corvino ĆØ tornato a parlare delle caratteristiche del progetto portato avanti con il club salentino tra passato e presente.
La ricetta ĆØ la solita, cercare di costruire il risultato sportivo senza perdere di vista il bilancio:Ā “Non abbiamo molti segreti nĆ© più degli altri. Ogni anno ĆØ sempre un’altra sfida da vincere e sappiamo che farlo cosƬ ĆØ più difficile. Abbiamo un metodo ed un modello di lavoro sedio e collaudato. Ci muoviamo per obiettivi con virtuosismo e creativitĆ . Dobbiamo concludere per forza di cose in equilibrio finanziario cercando di raggiungere gli obiettivi sportivi. Per noi ĆØ cosƬ, dobbiamo patrimonializzare per trovare risorse tecniche e renderle anche economiche”.
Un commento anche sulla presenza di alcune squadre “inattese” sul fondo della classifica: “Può succedere che certe volte gli inizi campionato possano essere complicati, a volte anche più del previsto. Quest’anno ĆØ successo a Fiorentina e Genoa. Sono momenti, dopo le tempeste c’ĆØ la quiete e viceversa. Possono succedere momenti del genere”.
Rispetto al passato anche il modo di fare le trattative ĆØ cambiato: “Il calciomercato sta cambiando, io vengo da un mercato diverso ma a cavallo tra due situazioni bisogna evolversi. Oggi puoi usare intelligenza artificiale, algoritmi. Sono cose che possono aiutarti, la tecnologia di può aiutare e può farlo sotto tanti aspetti”.
In chiusura, si ritorna sul calcio italiano e l’utilizzo dei giovani del Belpaese: “La Nazionale sta soffrendo e non lo sta facendo solo con Gattuso, che anzi ha sommato vittorie. Si soffre da anni, le cause non possono essere nel fatto che non si fanno giocare gli italiani. Gli italiani bravi non giocano perchĆ© ce n’ĆØ sempre di meno, non si può certo giocare con quegli scarsi. Nessuno farebbe giocare italiani scarsi anzichĆ© stranieri bravi. Per essere competitivi, come club e come Nazionali, bisogna far giocare i migliori a prescindere da tutto”.









Ma se non li fai giocare non diventeranno mai bravi. Bisogna mettere un tetto per gli stranieri.
assioma discutibile,,, stulic non credo sia meglio di tanti italiani.. stiamo ancora aspettando la prova contraria… lo stesso si potrebbe dire di altri
Grande Corvino
Dice sempre le stesse cose ormai da quando sta nell’area tecnica, ovvero da anni. Mai cambiato di una virgola. A questo punto cosa lo intervistate a fare? Poi avete la mentalitĆ tarata. Vedasi la nazionale che ĆØ la rappresentazione di quello che dice Corvino.