“Questa gara all’Olimpico è un tuffo nel passato”, è il pensiero di Giuseppe Papadopulo, che ripensa agli anni da calciatore, in cui è stato protagonista con la maglia della Lazio di Maestrelli, prima di passare al Brindisi in Serie B, quando ebbe il suo primo contatto con la Puglia: “Con la Lazio ho giocato tra gli anni Sessanta e Settanta“, dice, ricordando poi di averla allenata nel nuovo millennio. Ha vissuto stagioni molto diverse e nota come oggi il calcio sia cambiato profondamente. “Quello era il calcio di Riva, Rivera, Boninsegna, Bettega”, un’epoca con grandi campioni che secondo lui oggi mancano e non riescono a trascinare la Nazionale.
“A Lecce arrivai al posto di Zeman“, ottenendo subito un nono posto in Serie B dopo un avvio difficile nell’anno di Juventus, Napoli e Genoa in cadetteria, e l’anno dopo arrivò il sogno della promozione. “Indimenticabile la partita con l’Albinoleffe, facemmo un campionato clamoroso, andammo ai play off, nonostante gli oltre ottanta punti conquistati”, dice ricordando la festa della città. Anche se andò via con qualche polemica, conserva grande stima per l’ambiente. “Questo Lecce di Di Francesco ha personalità e mi piace tantissimo, perchè non è facile farlo in una squadra che deve lottare per la salvezza”, elogia il tecnico e il lavoro della società, soprattutto Corvino.
Giuseppe Papadopulo apprezza molto i giovani: “Camarda ha tutte le qualità per lasciare il segno, il futuro è suo ma deve sfruttare al meglio le occasioni che avrà a disposizione, ma si vede che ha tutte le qualità per fare benissimo”.








