Nel corso della lunga intervista rilasciata al Nuovo Quotidiano di Puglia, il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha toccato diversi temi tra cambiamenti del calcio italiano e gli aspetti che ci sarebbero da curare.
Oggi si tenta meno il dribbling
Per l’ex allenatore del Venezia si tratta di una constatazione non completamente esatta: «Non sono del tutto d’accordo, poi c’è da considerare che le difese oggi sono molto più organizzate, gli spazi più stretti. Il calcio di una volta era più aperto, ritmi diversi, squadre lunghe, meno organizzate. Si giocava più sull’individualità. Concordo sul fatto che ai ragazzi non va tolta la possibilità di fare un dribbling. Non bisogna dire “passa la palla”, ma insegnare dove, come e quando farlo. Io ho sempre detto ai miei: punta l’avversario. Non vuol dire superarlo per forza, ma costringerlo a reagire, creare spazio. Forse nelle scuole calcio mancano gli 1 contro 1 e i 2 contro 2. Bisogna stimolare, perché altrimenti i ragazzi non si divertono e si spengono».
Serie A meno spettacolare
Il paragone con altre realtà rischia di essere impietoso: «Sì, forse altri campionati hanno più libertà, ma noi siamo nati con una certa scuola. Quando facevo lezioni ai corsi, la prima domanda che facevano gli allenatori italiani era sulla fase difensiva. Io ero più curioso sulla fase offensiva. La fase difensiva si può fare in tanti modi: vedi Gasperini, che ha rivoluzionato tante cose. Ho visto partite noiose anche all’estero: noi guardiamo solo quelle con tanti gol. Ma chi li subisce che ne pensa? In Italia siamo condizionati dalla paura del giudizio: perdere 1-0 “pesa meno” che perdere 3-0 giocando bene. Questo porta gli allenatori a rischiare meno».
Cosa manca a livello giovanile
C’è del lavoro da fare, anche in comparazione ad altri sport nazionali, a livello giovanile: «Dobbiamo lavorare meglio nel settore giovanile. In Germania da anni esistono strutture polivalenti nei parchi: calcetto, basket dove i ragazzi giocano liberamente. Da noi non esiste quasi più. Siamo noi i primi a impedire ai ragazzi di giocare per strada. Non ci sono luoghi per esprimere talento con libertà. Sul piano tecnico, poi, mi dicono che durante la settimana i ragazzi non tirano mai in porta. È un errore perché il tiro è fondamentale. Il tiro da 30 metri non è “disperazione”, come diceva Zeman, ma deve essere proporzionato alle proprie caratteristiche. Nel Lecce ad esempio abbiamo giocatori che sanno calciare da fuori, ma non bisogna tirare tanto per tirare: serve qualità».









Di francesco devi giocare con Camarda e Pierotti punte o Stulic e Pierotti secondo me queste sono le soluzioni.
D’accordo con lui. Quando c’e lo spazio,si deve tirare di piu da lontano. Questo calcio moderno dove si deve entrare quasi col pallone in rete funziona solo con gli squadroni. Stesso discorso per i calci da fermo : buttiamoli dentro l’area SEMPRE,perche in due tempi non funziona MAI,tanto lo scopo e buttarla dentro prima o poi,perche non farlo subito? I corner poi sono piu pericolosi uscenti(sul lato sinistro da calciare col piede sinistro,sul lato destro calciare col destro) perche se no vanno quasi sempre sistematicamente sul portiere. Abbiamo tanti stangaluni,approfitiamone!
Una petizione per far sbloccare stulic per favore 😂😂😂
Vai mister!